Italia
Ex distributore di carburanti 90 giorni per la demolizione
Ordinanza del Comune per il ripristino dello stato dei luoghi al Gruppo Api A dilatare i tempi potrebbe essere la necessità di bonifica ambientale dell’area
SAN VINCENZO. Cessazione e smantellamento dell’impianto di distribuzione carburanti. Rimessa in pristino dello stato dei luoghi e bonifica del suolo. Il tutto da fare in teoria entro novanta giorni. Tanti ne prevede l’ordinanza del Comune di San Vincenzo a carico vertici del Gruppo Api, a cui fanno capo i punti vendita di carburanti a marchio IP com’è quello che si trova a lato di corso Italia, all’altezza di piazza Gramsci. Il conto alla rovescia è scattato il 21 gennaio.
Da troppi mesi quel paesaggio congelato, dopo il ritiro dell’ultimo gestore, è segnato dal degrado, che continua a farsi spazio oltre le transenne che chiudono l’area. L’ordinanza arriva in scia al cambio di passo deciso dall’amministrazione comunale. Alla comunicazione di avvio del procedimento dalla società petrolifera, fatta il 29 novembre dello scorso anno, non sono arrivate osservazioni o richieste entro i trenta giorni successivi. Da qui, scaduto il termine previsto dalla normativa, i presupposti per l’emissione dell’ordinanza numero 6 del 21 gennaio.
Tra le ragioni del provvedimento si richiamano “elementi di conclamata non conformità con gli strumenti urbanistici” ma anche “una dichiarazione di incompatibilità con i luoghi”. La convenzione per l’occupazione del suolo pubblico di quello spicchio di terreno tra corso Italia e piazza Gramsci risale al 9 maggio 1956. Ma non è tanto il fatto che sia datata a colpire quanto il tempo che è trascorso dalla disdetta che risale al 1992 ad oggi. Da allora il suolo pubblico non è mai stato rilasciato. E l’attività di distribuzione dei carburanti è proseguita. Anche dopo il 2005, quando è arrivata la dichiarazione di incompatibilità con quel contesto urbano. Negli anni le normative di sicurezza sono cambiate e quelle pompe di benzina da sempre si trovano a ridosso dell’abitato avrebbero bisogno di alcuni adeguamenti. C’è anche un altro riferimento alle vicende dell’impianto di carburanti. “Sussisteva l’obbligo da parte del gestore – si legge nel provvedimento – nel trovare un’altra collocazione ove poter trasferire l’impianto, con l’impegno al ripristino del terreno occupato a sua cura e spese”. E che ciò non sia accaduto è di tutta evidenza. L’eventualità più volte presa in considerazione, non si è mai concretizzata. Neppure su scala di progetto. E alla chiusura delle pompe si è arrivati solo per scelta del gestore.
La procedura ha tempi definiti ma a dilatarli potrebbe essere più di un fattore. Intanto, il Gruppo Api può presentare avverso l’ordinanza ricorso per vizi di legittimità, entro 60 giorni dalla notifica, al Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, oppure entro 120 giorni dalla stessa data fare ricorso straordinario al Capo dello Stato. — M.M.
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