Il Tirreno

le nuove baracche al campo boe 

Lavoro e Ambiente su Baratti «Uno scempio legalizzato»

Lavoro e Ambiente su Baratti «Uno scempio legalizzato»

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piombino. «Come un pugno nello stomaco stiamo assistendo, nostro malgrado, alla realizzazione sulla spiaggia del porticciolo di Baratti di nuove rimesse per attività da diporto che impattano negativamente nello skyline del Golfo». Non si ferma la polemica sulle nuove costruzioni realizzate a servizio del campo boe di Baratti. A intervenire è la lista Lavoro e Ambiente della maggioranza, che fa capo all’assessore all’Ambiente Bezzini.

«Ci siamo presi un po’ di tempo prima di scrivere questo comunicato per scavare a fondo tra le carte di questa vicenda, al fine di conoscere nel dettaglio le responsabilità di una tale lacerazione, da cui intendiamo prendere le distanze sin da subito e che rappresenta per noi una vera e propria violenza ad un territorio forse unico al mondo nel suo genere. Ci teniamo a precisare innanzitutto, per maggior chiarezza di chi ci legge, che queste costruzioni sono state autorizzate dalla passata amministrazione nel più ampio Piano particolareggiato di Baratti e Populonia, il cui contenuto si estende a tutto il Parco Archeologico, al borgo di Populonia Alta nonché all’area a parcheggio pubblico collocata tra la strada provinciale della Principessa e la Via delle Caldanelle, la pineta, il Casone, il campo boe, la porta del parco e l'area delle Caldanelle, la torre di Baratti e la sua area a mare, il parcheggio di Populonia alta, la sentieristica, l’edificio della Croce Rossa, i chioschi esistenti, l'area dei Villini e del Pozzino, adottato nel 2012 e approvato definitivamente nel 2013, quindi già finanziato da tempo e in regola con le varie autorizzazioni necessarie richieste». Purtroppo - sostiene Bezzini - l’amministrazione Ferrari si trova con le mani legate, perché le nuove costruzioni hanno tutte le autorizzazioni: «Stiamo cercando una strada possibile per fermare questo scempio; nel frattempo non possiamo che indignarci ed esprimerlo ad alta voce. Abbiamo deciso di porre “soprattutto” l’attenzione alla realizzazione dei manufatti sulla spiaggia in quanto sono l’emblema di questa violenza, perpetrata con buona pace della tutela del paesaggio. Ci ricordiamo, ad onor del vero, che ci fu una grossa mobilitazione - conclude Lavoro e Ambiente - anche di carattere internazionale negli anni in cui fu presentato il progetto, ma che successivamente passò tutto nel dimenticatoio». —



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