«Pronto soccorso, in questo modo l’azienda dà il colpo di grazia»
PORTOFERRAIO. «Gli eventi di questi giorni all’Elba non sono solo il risultato della mancata programmazione del servizio del pronto soccorso degli ultimi anni, ma certamente sono lo specchio della inefficace comprensione delle esigenze di un territorio così specifico ed unico nel suo genere». È quanto afferma il sindacato dei medici Snami, in una nota dei responsabili Francesco Stilo, Umberto Vetrano, Alberto Nannelli e Giovanni Belcari.
«La rimozione del cosiddetto “raddoppio” del medico di pronto soccorso a Portoferraio, laddove finora era possibile mantenerlo, non solo rischia di dare il colpo di grazia al pronto soccorso elbano, ma rappresenta anche un inaudito scivolone: com'è possibile che l'Asl abbia potuto sostenere che “non ci sia mai stato nei mesi invernali il raddoppio dei medici” quando fin dall'inverno del 2015, per tutti i mesi in cui c'era disponibilità di medici, tale raddoppio veniva opportunamente messo in opera sotto gli occhi di tutti? L'Asl fingeva forse di non vedere? Certo è, che per fortuna, si è riuscito fino ad oggi ad organizzarlo. E certo è anche, che dal 1° febbraio qualcuno abbia intimato al responsabile del pronto soccorso di Portoferraio la fine di un servizio così essenziale per un’isola come l'Elba, nel cui pronto soccorso i medici svolgono talvolta eroicamente una attività che negli altri pronto soccorsi toscani è impensabile effettuare».
Per il sindacato Snami la cronica mancanza di specialisti «mette nelle condizioni i medici del pronto soccorso elbano di assumersi responsabilità di tutt’altra caratura rispetto ai colleghi del continente oltre alla gestione di pazienti critici che non è possibile trasferire quando c'è maltempo – spiegano dal sindacato – Manca inoltre la reperibilità per cui un medico tecnicamente non può sentirsi male, e talvolta tiene duro anche se malato, e se - questi giorni sono esempio tristemente efficace- il maltempo blocca uno dei medici così essenziali che viene dal continente, il pronto soccorso dell'isola d’Elba per continuare ad avere la saracinesca aperta, senza il "fantomatico raddoppio", deve trascinare un chirurgo o un altro medico senza nessuna cognizione di emergenza/urgenza, in pronto soccorso. Tutto perché la Asl dal primo febbraio comunica la sospensione del "raddoppio" che la stessa azienda si affretta a dire che “non esiste”. C'è un limite anche all'assurdo».
Il sindacato dei medici fornisce alcuni numeri. «Il pronto soccorso di Piombino fa complessivamente circa 20000 pazienti all'anno ed il suo organico oggi è 2 medici in pronto soccorso ogni giorno + 1 medico che segue le brevi osservazioni, quindi praticamente 3 medici di giorno e 1 di notte. Il pronto soccorso dell'Elba ha numeri praticamente identici: circa 18000 pazienti nel 2018, ma un solo medico se viene tolto il raddoppio: forse i cittadini elbani non meritano servizi essenziali al pari di altri della stessa Asl?» .
Come nella scorsa estate, così oggi Snami offre la propria disponibilità alla Asl, dicendosi «pronta fin da subito ad un tavolo urgente per risolvere una situazione ormai divenuta critica, coinvolgendo i propri medici iscritti ma, sia chiaro, il tempo dei rinvii, del ritardare l'analisi e la risoluzione dei problemi sull'isola è finito. —
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