Italia
Evade tasse per 100mila euro, ristoratore nei guai
Nel locale lavoravano in nero cinque addetti, un cameriere prestava servizio pur percependo il reddito di cittadinanza
PORTOFERRAIO. Il cameriere lavorava senza contratto e al tempo stesso percepiva dallo Stato il reddito di cittadinanza, come se fosse disoccupato. Con lui altri quattro lavoratori irregolari, su un totale di undici addetti presenti nel locale al momento del controllo. Non solo. Il ristoratore, finito nei guai dopo l’accertamento fiscale e sanzionato pesantemente, non avrebbe dichiarato affari per circa 350mila euro messi assieme negli ultimi tre anni, evadendo tasse per circa 110mila euro.
È l’esito del controllo compiuto dalla guardia di finanza ai danni di un ristoratore elbano di 60 anni (le Fiamme Gialle non hanno voluto rivelare la sua identità).
Andiamo per ordine. Il titolare del locale nel versante occidentale dell’isola, secondo quanto accertato dai militari, non ha dichiarato un giro d’affari di 350 mila euro negli ultimi 3 anni, per un’evasione tributaria di più di 100 mila euro, tra Irpef, Irap e Iva. Il ristorante, spiegano dalla Finanza, era convenzionato con enti pubblici, alberghi e “tour operator”.
In passato, il titolare, un 60enne residente all’Elba, già era incorso in mancate emissioni di scontrini o ricevute fiscali. Per questo il suo locale era stato selezionato per un controllo più approfondito da parte della guardia di finanza.
Nell’operazione, condotta dalle fiamme gialle della Compagnia di Portoferraio, sono stati identificati tutti gli undici lavoratori presenti nel ristorante, tra camerieri e un pizzaiolo: cinque di questi non erano stati assunti e, quindi, prestavano servizio senza un contratto regolare. Tra questi, un extracomunitario entrato in Italia con visto d’ingresso turistico.
I militari hanno quindi incrociato le informazioni: a quel punto è emerso che un cameriere percepiva il reddito di cittadinanza, eppure lavorava in nero presso il locale. Non solo. Il pizzaiolo e un secondo cameriere sono membri di nuclei familiari che percepivano il sussidio statale (le loro mamme incassavano regolarmente il reddito di cittadinanza). Per questo motivo dovranno restituire 7.300 euro all’Inps.
I finanzieri hanno comminato sanzioni per le infrazioni alla normativa sul lavoro per 20 mila euro e hanno denunciato alla Procura l’assunzione del cittadino straniero irregolare. Il ristoratore è accusato inoltre di aver commesso violazioni in materia di “antiriciclaggio”, per pagamenti in contanti superiori alla soglia dei 3.000 euro. Sono stati segnalati, infine, all’Agenzia delle entrate, in aggiunta all’evasione fiscale di 100.000 euro, mancati versamenti d’imposta per ulteriori 10.000 euro. –
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