Pellati, lo stop ai conferimenti «I soci decidano che cosa fare»
Assemblea il 10 febbraio, l’azienda di fronte ad altri mesi senza generare ricavi Chiesti dai sindacati incontri urgenti al sindaco di Piombino e alla Regione
L’orizzonte si fa più cupo. A Rimateria cancelli chiusi per lo stop ai conferimenti di rifiuti disposto dalla direzione Ambiente della Regione Toscana il 31 gennaio, l’ultimo giorno di validità della sospensione in base al precedente decreto del 15 novembre. «La nuova interdizione cambia ulteriormente la prospettiva – dice il presidente Rimateria Francesco Pellati –. Si tratta di capire che cosa vogliono fare i soci, che decideranno sulla continuità aziendale nell’assemblea convocata il 10 febbraio».
La società resta diffidata ad attuare tutte le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione della discarica nel rispetto delle prescrizioni. Il riferimento è a quanto previsto nell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2011 dalla Provincia di Livorno. «Non c’è prospettiva di ricavi fino al 30 giugno – sottolinea Pellati –, ciò significa quattro mesi in più rispetto a quello che si prospettava per la possibile ripresa di conferimenti». Che aggiunge: «È una doccia fredda di cui dobbiamo prendere atto ed esporre la nuova prospettiva ai soci illustrando una serie di proposte. Vedremo il da farsi perché si tratta di gestire l’impresa e traghettarla fino a quando riprenderà a generare ricavi». E sottolinea: «Gestiamo una situazione che abbiamo ereditato, tutti i nodi sono improvvisamente venuti al pettine nell’ultimo trimestre del 2019».
Sull’impasse e i riflessi sui 44 dipendenti Rimateria intervengono le segreterie Fp Cgil Livorno, Fit Cisl Livorno, Uil trasporti Toscana e Fiadel. «Il tempo delle ipocrisie è finito, mentre si parla inutilmente di carotaggi, la discarica Rimateria rischia di essere abbandonata con tutte le conseguenze ambientali che ricadrebbero sui cittadini di Piombino, oltre che sui lavoratori – affermano –. Mentre assistiamo a un inutile dibattito su dei carotaggi, che niente altro sono che un elemento di distrazione di massa, perché una discarica è costruita per garantire la sicurezza dell’ambiente, anche accogliendo rifiuti non attesi, incredibilmente il dibattito si concentra su un impianto che oggi è in sicurezza, mentre il territorio soffre, e continua a soffrire, agenti inquinanti depositati sul terreno senza nessuna impermeabilizzazione, che stanno continuando la contaminazione del territorio di Piombino e delle aree circostanti». In questo scenario «la discarica non solo ad oggi è in sicurezza, ma con i suoi lavoratori e le sue competenze rappresenta l’opportunità di bonifica per il resto del territorio e invece oggi la politica decide di farla chiudere e di abbandonare il sito generando di conseguenza un uovo ecomostro piombinese. A pochi giorni dal rischio di portare i libri di Rimateria in tribunale, i cittadini e i lavoratori hanno diritto di sapere se questa è la vera volontà della politica e per questo abbiamo chiesto, come rappresentanza sindacale incontri urgenti al sindaco di Piombino e alla Regione Toscana, il tempo delle ipocrisie è finito adesso è il tempo delle risposte concrete». —
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