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Discarica, carotaggi: il Comune vuole l’autorizzazione dalla Regione
Piombino, il Comitato salute ha rinunciato a fare ricorso al Tar. Degani: «Non abbiamo raccolto il soldi necessari»
Sul tavolo della Regione Toscana arriva la patata bollente servita dall’amministrazione comunale di Piombino. Tema: i carotaggi nella discarica di Ischia di Crociano gestita da Rimateria Spa, cavallo di battaglia in campagna elettorale dell’attuale maggioranza e tema da sempre caro al Comitato salute pubblica. La questione, stando a quanto dichiara l’assessore all’Ambiente di Piombino Carla Bezzini è di natura autorizzativa. Lo stato dell’arte lo fa nel corso dell’assemblea del Comitato salute pubblica (Csp), la sera del 24 gennaio al Centro giovani. Incontro in cui la neo presidente del Csp Roberta Degani annuncia che il ricorso al Tar contro la delibera della giunta della Regione Toscana di compatibilità ambientale del progetto Rimateria non sarà fatto: «Non abbiamo raggiunto la cifra necessaria per finanziarlo, quindi i soldi raccolti vengono restituiti».
I CAROTAGGI
I carotaggi, con cui si vuole andare a sondare la natura dei materiali conferiti negli anni nella discarica, sono un’attività che «non è prevista dalle clausole dell’autorizzazione integrata ambientale in corso, sostiene il consiglio di amministrazione di Rimateria, che rimette la competenza al soggetto con funzioni concessorie, cioè la Regione – dice Bezzini –. Il Comune nei giorni scorsi ha inviato una richiesta ufficiale a Federica Fratoni, assessore regionale all’Ambiente. Rimaniamo al momento in attesa dell’autorizzazione che ci auguriamo arrivi in tempi rapidi, se così non fosse solleciteremo una risoluzione della vicenda con ogni mezzo di cui il Comune dispone».
Quanto costeranno non è dato sapere. «La spesa presunta per l’amministrazione supera la soglia consentita per l’affidamento diretto per cui si procederà tramite bando». La documentazione viene data per pronta. «Appena dopo l’insediamento – spiega l’assessore – l’amministrazione ha iniziato a lavorare per predisporre l’intervento: è stato essenziale comprendere la materia, studiare i possibili procedimenti, acquisire tutta la documentazione e, soprattutto, individuare le risorse nel bilancio comunale».
La discarica è pur sempre un impianto produttivo. Da qui la necessità di richiedere l’autorizzazione alla società per accedere alle aree di competenza. «Abbiamo inviato una richiesta formale a Rimateria accolta positivamente dal presidente Francesco Pellati, che ha inoltrato tale richiesta allo staff tecnico della società. La disamina è poi passata al Cda di Rimateria, che ha sollevato due ordini di criticità, tecnica e di diritto. In merito alle prime abbiamo fornito tutte le garanzie sui protocolli operativi forniti dalle società specializzate che compiono le indagini geotecniche con le migliori tecnologie e in regime di assoluta sicurezza. L’altro problema è autorizzativo». E ancora: «La Regione non potrà negare questa cosa, sarebbe controproducente dal punto di vista politico».
L’ASSEMBLEA
Bandiera bianca sul fronte della battaglia legale al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, servivano almeno 15mila euro stando ai conti fatti dal Csp. Tuttavia, c’è l’intenzione di «non lasciare intentato il canale della magistratura», dice la presidente Degani. L’idea è quella che «avendo dati certi da Arpat sulle prescrizioni non ottemperate da Rimateria, di fare un esposto alla procura nel caso in cui ricomincino i conferimenti di rifiuti». C’è poi una lettera in attesa di risposta che il Comitato ha spedito al presidente di Rimateria, in cui si chiede di ripristinare gli incontri periodici al multizonale e di consentire i sopralluoghi all’interno dell’impianto di Ischia di Crociano. «Sembra che ci sia la disponibilità – afferma la presidente Degani –, ma manca la risposta alla nostra lettera». –
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