Il Tirreno

si cerca un esperto 

L’Autorità idrica toscana si muove per limitare le perdite dell’acquedotto

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. L’obiettivo è chiaro. E la posta in gioco per l’isola d’Elba è di rilevanza assoluta: limitare al minimo le perdite dell’acquedotto elbano e, di conseguenza, l’acqua non fatturata nel territorio dell’isola. L’Autorità idrica della toscana ha pubblicato in questi giorni un avviso pubblico per la ricerca e la selezione di un professionista che avrà il compito di definire le misure e le buone pratiche per ridurre le perdite acquedottistiche totali.

«Tale intervento – si legge nell’avviso di Ait – si inserisce nel sistema di strategie volte a ottimizzare il sistema dell’isola d’Elba. Ad oggi, infatti, la risorsa idrica locale elbana risulta insufficiente, in particolare nel periodo estivo, a soddisfare i consumi. A tale carenza si fa fronte mediante l’utilizzo dell’acqua della Val di Cornia trasportata con la condotta sottomarina con ormai oltre 30 anni di esercizio». Non solo. Come all’Elba si sa bene, l’Autorità idrica della Toscana ed Asa contano di realizzare, superando le resistenze della comunità locale capoliverese, un impianto di dissalazione da 80 litri al secondo nella piana di Mola, «per rendere l’isola meno dipendente dai prelievi sulla terraferma, dato lo stato di criticità quali-quantitativa della falda della Val di Cornia e per ridurre i disagi all’approvvigionamento idrico in caso di guasto alla condotta sottomarina».

Insomma, l’autorità idrica della toscana, vuole rendere l’isola più indipendente dal punto di vista idrico. E per farlo, conta di limitare l’acqua non fatturata per perdite della rete idrica e per allacci non autorizzati. Per questo l’ente intende rivolgersi ad esperti. «Ad oggi Asa – spiegano da Ait – sta mettendo in campo azioni effettive per la riduzione delle perdite basate su ricerca perdite e distrettualizzazioni – si legge nell’avviso pubblico di Ait – ma è opportuno acquisire il supporto di esperti che, partendo da casi generali e da buone pratiche internazionali, possano verificare la congruità delle azioni in corso e suggerire strategie anche mutuate da esperienze simili».

Il professionista che sarà selezionato da Ait dovrà dunque verificare i dati di input/output del sistema elbano nel suo complesso, le attività operative e gli investimenti messi in atto o previsti nei programmi di intervento e indicare una strategia di medio (5 anni) e lungo periodo (fino al 2031), per la riduzione delle perdite idriche sull’isola. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana