«I lavoratori ancora una volta subiscono le conseguenze»
piombino. «Ancora una volta i lavoratori di Piombino si vedono costretti a subire le conseguenze economiche e una prospettiva di totale incertezza a causa delle responsabilità di soggetti che non rispettano gli impegni sottoscritti». Così le segreterie Fim, Fiom e Uilm.
«L’azienda non ha ancora rispettato nessuno degli impegni sottoscritti: gli investimenti sulla laminazione, gli smantellamenti, la presentazione del progetto per la nuova acciaieria elettrica entro i 18 mesi previsti – proseguono –. Solo un mese fa la proprietà annunciava di volere produrre fino ad 80.000 tonnellate al mese dall’inizio del 2020. Produzioni che ritenevamo fin da subito poco credibili visto anche lo stato in cui versano i treni di laminazione. Timori purtroppo oggi confermati dai fatti e da un procedere ancora a singhiozzo». E giudicano «paradossale sentirsi dire che il problema della continuità è la mancanza di semiprodotto e allo stesso tempo annunciare la richiesta di una proroga per la costruzione dei forni elettrici». Ma la tirata d’orecchio c’è anche per il governo «che pensa solo alle proprie beghe interne e alle campagne elettorali regionali. L’ennesimo ministro dello Sviluppo economico che snobba la vertenza del secondo polo siderurgico italiano delegato alla scarsa attenzione del vicecapo di gabinetto. Nessuna risposta alla richiesta di un incontro di verifica delle nostre segreterie provinciali e nazionali. Nessuna risposta in merito ai tavoli dell’energia, delle bonifiche, degli smaltimenti delle scorie. L’unica cosa che i lavoratori di Piombino hanno percepito dal governo sulla propria pelle è una differenza di trattamento economico nei confronti di lavoratori di altre vertenze». E ancora: «una politica locale e regionale troppo attente a polemizzare tra loro, in perenne campagna elettorale. Da più parti si propone un nuovo accordo di programma senza capire a che pro. Rischia di diventare una proposta irresponsabile destinata solo a far perdere ulteriore tempo, mentre sarebbe molto più utile applicare o al massimo implementare quello attuale».
I lavoratori «non hanno più bisogno di nuove promesse elettorali o di nuove promesse dall’imprenditore che poi continuano a non realizzarsi e si tramutano in delusioni e danni economici».
Entro la fine della prossima settimana si terranno le assemblee in fabbrica per organizzare un’iniziativa pubblica all’inizio di febbraio. «Abbiamo in mente di sostituirci per ciò che non sta svolgendo il governo e mettere a un tavolo tutti i soggetti di fronte ai cittadini e lavoratori – concludono –. Per questo motivo coinvolgeremo azienda, Regione, sindaci del comprensorio, i sindacati confederali e di categoria nazionali e tutte le istituzioni consci che questo territorio merita quel rispetto che fino a oggi è mancato e chiunque sceglierà di non essere presente, o di non contribuire a proporre soluzioni, dovrà assumersene le proprie responsabilità». —
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