Il presidio
Nasce un comitato di cittadini lettori contro il trasloco della biblioteca
Al via la raccolta di firme per sostenere la richiesta che la Falesiana non sia spostata di nuovo e in locali con minori spazi d’uso
PIOMBINO. Impossibilità economica di completare il polo culturale di piazza Manzoni. Più soluzione tampone per liberare l’immobile da restituire ad Asl col nuovo trasloco della biblioteca Falesiana al piano terra di Palazzo Appiani,in piazza Bovio. Poche frasi del sindaco Ferrari nell’incontro stampa d’inizio anno su bilancio e progetti.
I cittadini non stanno a guardare. Grazie a un rapido passaparola frequentatori della biblioteca - una trentina, ma stanno crescendo - hanno deciso di costituirsi in un Comitato chiamato “Amici della biblioteca di Piombino”; tutto per organizzare iniziative volte ad informare la città e a chiedere un confronto con l’amministrazione.
«Per la biblioteca comunale – ricorda Maria Gianfranchi, portavoce del comitato – si prospetta un nuovo spostamento e un nuovo, drammatico depotenziamento: il polo culturale in costruzione in piazza Manzoni non è pronto, l’Asl ha bisogno di utilizzare la palazzina in largo Appiani, dove la biblioteca aveva faticosamente traslocato appena un anno fa. Il Comune pare intenda di nuovo trasferirla al piano terra di Palazzo Appiani: ma per quanto tempo?». Ipotesi tutt’altro che apprezzata.
«Gli ambienti individuati – spiega Gianfranchi – sarebbero stanze neanche troppo ampie e separate dal corridoio con cui si accede ai piani superiori del palazzo: l’attuale sala conferenze – prosegue – e le sale Giovannardi, queste ultime in uso per mostre ed esposizioni promosse da artisti e associazioni culturali».
Cosa ci si ripropone di fare? «Il Comitato – risponde Gianfranchi – intende dare il via a una raccolta di firme per sostenere la richiesta che la biblioteca non sia spostata di nuovo, finché non sarà pronto almeno il primo lotto del polo culturale». Proprio non piace l’idea di “relegarla in due stanze”... «Significherebbe di fatto – conferma Maria Gianfranchi– trasformarla in un mero “punto prestito” di un esiguo numero di volumi, rendendo inaccessibile al prestito e alla consultazione la gran parte delle opere. Cosa già in parte avvenuta col primo trasferimento in largo Appiani. In più – sottolinea – impedire lo svolgimento di tutte quelle iniziative culturali e di aggregazione sociale che da anni hanno il loro cuore pulsante proprio in biblioteca». Di fatto pure tutte le attività rivolte alle scuole di ogni ordine e grado che fanno riferimento proprio alla biblioteca verrebbe praticamente azzerate. Per informazioni o iscrizioni si può scrivere all’indirizzo email amicidellabibliotecadipiombino@gmail. com
Cecilia Cecchi
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