Il Tirreno

lo spettacolo della natura a orti bottagone 

Aironi, fenicotteri e rapaci: padule affollato di svernanti

Cecilia Cecchi
Aironi, fenicotteri e rapaci: padule affollato di svernanti

Maremma grossetana, la ricerca coordinata dal Centro ornitologico toscano. Domenica 2 febbraio, in occasione della giornata Ramsar, visita alle Oasi Wwf

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PIOMBINO. Un’infinità di bianco e rosa nel Padule. La visione della quantità di fenicotteri e aironi lì accanto, passando con l’auto dalla strada Geodetica è unica, e il pensiero uno solo: peccato non poter accostare per fotografarli.

Di questi giorni il censimento per uccelli acquatici svernanti all’interno dell’Oasi Wwf Orti-Bottagone e della zona costiera. Censimenti Iwc – International Waterfowl census – che si svolgono in tutta Europa in questo periodo. Qui coordinati dal Centro ornitologico toscano. «La Toscana ed in particolare la Maremma grossetana rappresentano una delle aree più interessanti di tutta Italia. Gli Orti Bottagone – spiega Silvia Ghignoli responsabile Oasi Wwf riserva naturale regionale – sono un’area piuttosto piccola in relazione alle grandi paludi del grossetano ma possono vantare interessanti presenze e rappresentano un’importante esempio di biodiversità e di conservazione della natura».

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Con Ghignoli l’ornitologo Stefano Benucci (anche per le riprese video e foto): «In questo periodo invernale – dice – sono stabilmente presenti circa 100 fenicotteri, altrettanti aironi fra airone cenerino, airone bianco maggiore e garzetta, una decina di spatole, vari rapaci fra cui falco pescatore, falco di palude, albanella reale, poiana, sparviero, gheppio; circa 60 folaghe e quasi 400 anatre di specie diverse, in particolare germani reali, alzavole, fistioni, mestoloni, canapiglie e codoni. Tra i limicoli – ricorda Benucci – abbiamo principalmente beccaccini e pettegole, ma non disdice la presenza di qualche piro piro culbianco e piro piro piccolo. Tra le presenze più insolite un bellissimo maschio di fistione turco, un’anatra tuffatrice piuttosto rara e la presenza costante di alcuni svassi piccoli evidentemente attratti dalle acque alte che di solito non abbiamo».

«Per la gioia dei fotografi – riprende Silvia Ghignoli – è presente nella riserva anche il coloratissimo martin pescatore che spesso si lascia osservare nello show della pescata. Anche le zone di Perelli Bassi e del Quagliodromo sono state oggetto del censimento: da segnalare le presenze di alcuni limicoli e di diversi falchi di palude».

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Non mancano “i feriti per maltempo” ormai stabili residenti. «Da segnalare, purtroppo – aggiunge Ghignoli –, che nel corso del 2019 durante le giornate di particolare vento, ci sono stati tre casi in cui i fenicotteri hanno sbattuto nei fili dell’alta tensione riportando la frattura di un’ala. Sale così a 7 il numero dei fenicotteri con un’ala rotta presenti all’interno della riserva, 6 nella zona salmastra degli Orti ed un giovane, incidentato lo scorso aprile, al Bottagone, nella zona di acqua dolce».

La conservazione di quest’area umida della Val di Cornia è stata una grande vittoria dell’azione tenace e pluridecennale del mondo conservazionista.

«La riprova – interviene Paolo Maria Politi, per moltissimi anni nel direttivo Wwf, compresi quelli della formazione dell’Oasi – è data dalla sempre maggiore concentrazione di fenicottero rosa, specie simbolo degli ambienti mediterranei. Il marcaggio dei fenicotteri nei siti di nascita disseminati in tutto il bacino del Mediteraneo con anelli di riconoscimento colorati permette di registrare il livello di fedeltà al luogo dei singoli individui che, per caratteristica della specie, presentano un’indole spiccatamente erratica. Durante il Feni Day per il censimento è proprio grazie a Benucci – conferma Politi – se è stata segnalata la presenza del fenicottero con anello turco bianco T/BKV. Questo individuo, inanellato in una zona umida interna della Turchia nei pressi del Mar Nero, registrato nella riserva naturale gestita da Wwf Oasi, già nel 2012 e 2014, dopo 5 anni di assenza, si è ripresentato nuovamente negli stagni salmastri di Orti...».

E domenica 2 febbraio, per la giornata Ramsar, dedicata alla tutela delle aree umide a livello internazionale, sarà possibile fare la visita guidata delle due Oasi livornesi: alle 9,30 visita alla palude di Bolgheri per osservare oche selvatiche, mestoloni, canapiglie, alzavole, daini, caprioli e tanto altro.

Dalle 12,30 circa trasferimento al Padule di Orti-Bottagone a Piombino con possibilità di pranzare al sacco presso l’area pic-nic. Dalle 14,30 visita guidata della riserva con osservazione di fenicotteri rosa, falchi di palude, falchi pescatori, spatole, mestoloni, fischioni e tanto altro. Costo ordinario: 10 euro. Per info e prenotazioni: e-mail: bolgheri@wwf. it /ortibottagone@wwf. it

La natura dà spettacolo. –
 

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