È uno spettacolo la passeggiata slow tra i profumi del mare e del bosco
Una settantina di persone ha partecipato all’escursione invernale organizzata da Legambiente tra i sentieri sopra Marciana Marina
il racconto
La seconda passeggiata invernale dei profumi ha decretato un successo crescente dell’iniziativa di Legambiente realizzata in collaborazione con Acqua dell’Elba, Pro Loco di Marciana Marina e Parco nazionale dell’Arcipelago toscano: più di 70 persone si sono presentate domenica, sfidando una tersa ma pungente mattina, al Moletto del Pesce di Marciana Marina per affrontare l’anello di circa 7 chilometri – per molti del tutto o in parte sconosciuto – che da Marciana Marina risale Val di Cappone, per poi raggiungere La Conca (Maciarello) ridiscendere alla Cala e ritornare alla Marina.
Una camminata lenta, punteggiata di soste, racconti e aneddoti, che ha portato gli escursionisti a riscoprire la bellezza e i secoli di fatica umana che hanno plasmato Val di Cappone con in suoi minuziosi muretti a secco a difesa e sostegno di orti e vigne ornai scomparsi e le Vigne dello Zega, dove la sosta è stata l’occasione per rendere omaggio alla memoria di Giovanni Petri – recentemente scomparso – e Mario Mazzantini che quel luogo magico lo hanno custodito e salvato negli ultimi anni della loro vita.
Altra sosta alle Quattro Vie, scavate nel caolino affiorante e che ancora esistono grazie alla battaglia di Legambiente negli anni ’90 – sostenuta dai comuni di Marciana Marina e Marciana – per evitare la realizzazione di una miniera a cielo aperto che da Marciana avrebbe dovuto discendere fino alla Cala. Poi un’agevole sentiero ha portato i trekker slow fino, lungo l’antica strada del vino, fino al cosiddetto “pontino romano” e alla sua magnifica cascata dove vivono le raganelle grigie: un arco di mattoni che sfida la gravità e il tempo dove la cascata precipita, trasformandosi subito dopo in un laghetto dove fanno il bagno i cinghiali.
Raggiunta la Conca, una rapida e ripida discesa ha portato nuovamente gli escursionisti ad attraversare il fosso della Cala ornato da grandi esemplari di Osmunda regalis, la felce primitiva che divideva l’antica Terra con i dinosauri, per raggiungere la Cala dove, sugli scogli bagnati dalle onde e da un tiepido sole, i camminatori hanno consumato un meritato pranzo al sacco. La spiaggia della Cala ha riservato anche una graditissima sorpresa: dopo le denunce di Legambiente – sostenute dalla Pro Loco – è stata bonificata la vera e propria discarica di rifiuti, vecchie barche e pericolose tettoie di lamiera, grazie all’impegno del Comune di Marciana Marina e della Capitaneria di Porto.
La risalita verso Marciana Marina ha costeggiato la spiaggetta – resa inaccessibile da privati - della Baronessa (che apparteneva alla famiglia reale olandese) e poi il magnifico sentiero costiero della Cala che qualcuno avrebbe voluto trasformare in una strada carrabile. Altra sosta, ormai diventata obbligatoria, al belvedere di Punta della Madonna .
Il prossimo appuntamento sarà probabilmente la Festa d’inverno di Legambiente: la data è ancora da definire ma il luogo sembra certo Fonte di Zeno, l’antica fattoria nascosta tra castagni e lecci tra Poggio e Lavacchio. —
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