Il Tirreno

Coordinamento Art. 1 – Camping CIG 

«Prima condanna per caporalato, solo la punta di un iceberg»

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CAMPIGLIA. «È notizia di questi giorni la condanna in primo grado nei confronti dell’Azienda Agricola “Vanessa” di Campiglia Marittima per sfruttamento della manodopera e caporalato».

Ad intervenire Coordinamento Art. 1 – Camping Cig che prosegue: «I fatti, sono abbastanza noti, in pratica per 2 anni (quelli accertati dall’inchiesta partita grazie alla coraggiosa denuncia dei lavoratori extracomunitari coinvolti) chi lavorava nei campi dell’azienda percepiva una paga reale di 2. 25 euro l’ora a fronte dei 5. 50 pattuiti e contro i 7 euro previsti dal Ccnl».

«Inoltre parte dei lavoratori – si spiega – era completamente al nero mentre per altri venivano redatte buste paga fittizie. Finalmente (o purtroppo) anche in Val di Cornia si comincia ad applicare la legge contro il caporalato. Da questo primo passo che ha visto, a nostro parere, la giusta condanna dell’azienda e dei “datori di lavoro” coinvolti si possono fare alcune considerazioni: le pene sono troppo blande, solo 2 anni di reclusione con rito abbreviato e pena sospesa, 8000 euro di multa e solo 3000 euro di anticipo per ogni lavoratore coinvolto che dovrà attendere ancora per vedersi liquidare la propria cifra spettante; 2 anni dall’apertura dell’indagine per arrivare al primo grado di giudizio, anni nei quali i lavoratori hanno dovuto continuare a subire angherie per non danneggiare l’indagine, indagine nata dalla denuncia degli sfruttati».

«Se da un lato è decisamente meritorio che dei lavoratori non pieghino la testa e facciano valere i propri diritti – si prosegue –, è il segnale che l’Ispettorato del lavoro e i carabinieri non sono messi nella condizione di fare appieno il loro dovere nel campo del lavoro nero, irregolare, sfruttato, grigio. Siamo convinti che questo caso sia solo la punta di un iceberg gigantesco che non può essere lasciato soltanto alla giusta rabbia dei lavoratori agricoli e vediamo anche con interesse la proposta della Flai-Cgil dell’istituzione di un “bollino etico” per le aziende che rispettano i contratti e pagano regolarmente ma il tutto deve partire dal rafforzamento dei controlli e dall’aumento delle pene sia sotto il profilo della reclusione che monetario per rendere “sconveniente” lo sfruttamento visto che gli appelli al dovere sociale dell’imprenditore in questa epoca di liberismo selvaggio restano lettera morta».

Il Coordinamento Articolo 1– Camping Cig «è e sarà sempre – si sottolinea – dalla parte dei lavoratori sfruttati che vivono della loro opera sia essa manuale che intellettuale». –

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