Il presidio
«Cambiano le aziende, restano le promesse»
Al termine del corteo il segretario Sergio Bellavita ha riproposto la nazionalizzazione. Scarsa la partecipazione
PIOMBINO. «Cambiano i padroni ma restano solo promesse, cassa integrazione e veleni. Piombino torni in mano pubblica».
Sergio Bellavita, segretario nazionale Usb, sui social ha sintetizzato così la situazione, al termine della manifestazione indetta dalla sua organizzazione.
Partenza da largo Caduti sul lavoro, arrivo in piazza Cappelletti dopo un percorso reso poco lineare dalla compresenza del mercatino mensile.
Una settantina di partecipanti. «Siamo qui anche per chi non c’è, gli altri sindacati inclusi. Niente contro di loro ma il primo punto è vincere le battaglie, non piantare la propria bandiera», ha detto tra l’altro Bellavita sottolineando la lotta contro il tempo e la volontà che ha mosso Usb: provare a mantenere alta l’attenzione sulla sequenza di interrogativi che gravano sullo stabilimento. Dal destino dei 1.600 lavoratori in cig al piano industriale non pervenuto, dalla mancanza di chiarezza sulle intenzioni di Jindal ad un quadro socio-economico devastato da anni di crisi per arrivare all’ultimo annuncio di esuberi.
Frequenti i paralleli tracciati tra Piombino e Taranto. Con la convinzione - sottolineata anche dal segretario provinciale di Usb, Giovanni Ceraolo - che le politiche di scambio tra ambiente, salute, sicurezza con posti di lavoro, sia perdente da tutti i punti di vista.
Bellavita ha evidenziato il rischio che Jindal adotti una politica attendista come forma di ricatto per drammatizzare ulteriormente la situazione e ricontrattare tutto al ribasso. Dagli investimenti ai posti di lavoro. E a questi ha collegato la necessità di alzare il livello della mobilitazione e della consapevolezza della posta in gioco.
All’iniziativa dell’Unione sindacale di base hanno aderito Rifondazione comunista e Camping cig. Quest’ultimo ha diffuso un volantino in cui dichiara, tra l’altro: «Noi non stiamo con quanti fanno finta che “a Piombino i problemi sono risolti”. Noi stiamo con tutti coloro che lavorano per costruire mobilitazioni ampie, unitarie e forti, per il rilancio dell’occupazione, per una moderna acciaieria ecocompatibile, per la bonifica, per il potenziamento delle infrastrutture e la diversificazione». —
V.P.
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