Affollata assemblea sul progetto Sacoi3, ma la sindaca diserta
SUVERETO. I nodi essenziali del progetto Sacoi3 sono stati ormai sciolti e la società Terna, a capitale pubblico, aspetta ora la Via (la “valutazione di impatto ambientale”) per gli ultimi dettagli, compresa una delle tante promesse di ricercare una forma urbanistica meno impattante possibile con l’ambiente.
I tempi saranno comunque lunghi per le approvazioni e la realizzazione prevista per il 2025, ancora di più probabilmente per i promessi smantellamenti di 16 chilometri di linee elettriche aeree. Sul ventilato milione di euro a Suvereto per opere pubbliche, Terna ha precisato che «la consistenza economica la conosciamo solo noi e il sindaco». È quanto scaturito dall’affollata assemblea organizzata dal gruppo di minoranza “Uniamo Suvereto” al vecchio e rimpianto “Cinema Torrione”. Il capogruppo Cristina Solignani l’ha aperta col rammarico e la critica per la mancata partecipazione della sindaco Jessica Pasquini, accusata di una condotta non corretta rispetto ai diritti del suo gruppo consiliare che «chiede da sempre semplicemente informazione, chiarezza e confronto aperto e non nelle segrete stanze, ma davanti ai cittadini». Non c’era il Comune, ma c’era Terna Spa con una sua folta rappresentanza: «Abbiamo risposto positivamente all’invito di Uniamo Suvereto – si afferma– cogliendo ancora una volta l’opportunità di continuare il dialogo con i cittadini in merito al progetto Sacoi3. I tecnici di Terna confermano la volontà di confrontarsi con tutti i soggetti interessati dagli interventi al fine di condividere il processo di progettazione partecipata per la realizzazione di un’opera ben integrata con il territorio». Dopo l’apertura della Solignani è intervenuto Adel Motawi, responsabile autorizzazioni e concertazioni di Terna, che ha rifatto tutta la storia del nuovo impianto fra Sardegna, Corsica e Toscana che toccherà i comuni di Piombino e San Vincenzo, ma soprattutto quello di Suvereto, snodo essenziale per la trasmissione dell’energia in tutta Italia. Sarà adeguata una rete obsoleta, in assenza di problemi di salute pubblica stante le rassicurazioni Arpat, oltre ai famosi campi magnetici sui quali non ci sono certezze di nocività e che in Italia si è scelto di abbassare da 100 (norma europea) a 10 i parametri di sicurezza. Poi una lunga storia degli incontri allestiti da Terna e Comune a cominciare da quella famosa di fine legislatura (2018) che scatenò contestazioni di molti presenti e anche di esponenti di rilievo della stessa maggioranza. Così, da quel progetto di allargamento dell’attuale centrale, in una zona a forte presenza ambientale e turistica, si passò alla soluzione tutta interna arrivata fino ad oggi, ricercando un’architettura più soft, piantumazioni e così via. Purtroppo è rimasto poco tempo agli interventi e approfondimenti, pur numerosi. «Si poteva rendere meno visibile la nuova grossa costruzione realizzandola al centro dell’area centrale» è stato obiettato, ma c’è un impianto fotovoltaico di un’altra azienda che non può essere ridotto, ha replicato Terna, non convincendo molti presenti, così come sulle famose “opere di compensazione” top secret. —
Michelangelo Pasquinelli
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