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«Mai dichiarati 250 lavoratori in esubero»

«Mai dichiarati 250 lavoratori in esubero»

La proprietà smentisce il dato comunicato dal commissario Piero Nardi nell’ultima relazione trimestrale

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PIOMBINO. «Mai dichiarati 250 esuberi»: Jsw Steel Italy, di fatto smentisce il commissario straordinario Piero Nardi che nei giorni scorsi aveva individuato il numero del personale in eccedenza nel 2023.

Fonti aziendali, in un lancio battuto dall’Ansa nella serata di giovedì, precisano che Jsw non ha mai dichiarato 250 esuberi e, al contrario, ha intenzione di proseguire con il piano industriale per il graduale riassorbimento di tutti i dipendenti dell'acciaieria di Piombino che oggi ammontano a circa 1.660.

Il passaggio è riferito all'ultima relazione trimestrale del commissario straordinario sull'attività di monitoraggio della vertenza ex Lucchini, da cui emergerebbero 250 persone in più oltre ad una crisi di mercato più pesante del previsto, ad un calo delle vendite e al ritardo negli investimenti annunciati dal gruppo. Con la forte sottolineatura della necessità di un intervento governativo per la riduzione della bolletta energetica. Pena la decadenza del piano nel suo complesso.

La relazione ha riacceso i riflettori sulla situazione di incertezza che continua ad avvolgere il futuro dello stabilimento.

Secondo l'attuale proprietà di Jsw Steel Italy non ci sarebbe stato alcun confronto sui numeri stimati dal commissario governativo. Numeri che, si ribadisce, «derivano da una stima non condivisa da Jsw Steel Italy».

Le dichiarazioni sono state lette con un certo apprezzamento negli ambienti sindacali. Paolo Cappelli, coordinatore Fim Cisl dello stabilimento, parla di secca smentita da parte di Jsw.

«Quando avevo letto dei 250 esuberi ho pensato che l’elemento fosse stato comunicato a Nardi dalla proprietà stessa. E’ più probabile, invece, che si tratti di una sua valutazione», afferma il sindacalista.

«E’ chiaro comunque - aggiunge - che il problema dei problemi è raggiungere l’interezza del progetto, a partire dalla realizzazione dell’acciaieria elettrica. Su questo con Fiom e Uilm abbiamo, anche recentemente, lanciato l’allarme alle istituzioni, - dal prefetto al sindaco, dalla Regione al Mise - per i ritardi che continuano a susseguirsi. A partire dalla convocazione al ministero per la quale ancora una data precisa non c’è».

In agenda una data c’è: il 24 gennaio scadranno i 18 mesi che il gruppo indiano si era preso per lo studio di fattibilità dei forni elettrici. Nel frattempo, tutto fermo sul piano delle demolizioni e degli investimenti sui treni di laminazione. Treni che di recente hanno ripreso temporaneamente a marciare. Il Tpp è ripartito il 2 e laminerà per tutto gennaio. Il medio piccolo tornerà a produrre il 7 e si fermerà il 26 alle 6 mentre l’attività del treno a vergella riprenderà il 13 per terminare alle 14 del 24. —

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