Il presidio
Della Lucia: «Per i musei necessario un solo ticket per poterli valorizzare»
Le Ville Napoleoniche sono ancora senza un direttore e le guide turistiche raccontano di situazioni imbarazzanti per le chiusure non previste
PORTOFERRAIO. Il 2020 sarà l’anno della svolta per il patrimonio museale e culturale dell’Elba? È quello che si augura Claudio Della Lucia, coordinatore della Gestione associata del turismo, nonché assessore alle Attività culturali del Comune di Capoliveri. «Giudico molto positivo – ha detto al nostro giornale l’assessore – il fatto che Portoferraio sia il comune capofila fra tutte le municipalità dell’Isola per quanto riguarda la gestione dei siti museali e culturali dell’Elba. Primi fra tutti le regge napoleoniche che ancora non hanno un direttore dopo Antonia D’Aniello». I tempi sono maturi perché si vada a emettere un solo biglietto d’entrata nei vari musei che insistono sull’Isola. «Non solo allora le visite alle residenze de’ Mulini e di San Martino – continua sempre Claudio Della Lucia – ma anche a tutte le realtà d’interesse culturale sparse nei vari paesi dell’Elba. Mi sto riferendo al progetto Smart, il nuovo Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano, finanziato dalla Regione Toscana, adottato da tutti i Comuni isolani e cofinanziato dalla Gat. Un vero cambiamento copernicano per l'immenso patrimonio culturale dell’Elba e non solo».
Ma sono le guide turistiche regionali che avvertono più di ogni altro la mancanza di una direzione delle due regge sul territorio (con il prossimo settembre saranno due anni che Mulini e San Martino non hanno un direttore, passati sotto la responsabilità di Stefano Casciu, direttore del Polo Museale della Toscana). E proprio quanto è avvenuto nel primo ponte di Capodanno di quest’anno. «Avevamo due pullman da turismo in centro storico – ha detto la guida turistica Rita Pacini, 40 anni di attività - circa novanta persone che volevamo portare in visita alla reggia de’ Mulini. Ebbene abbiamo trovato i cancelli della villa chiusi per riposo settimanale. Allora ci chiediamo: vogliamo il turismo anche in bassa stagione e poi non si fa nulla per mettere nelle condizioni gli ospiti di vedere le nostre eccellenze museali? Se ci fosse stato un direttore, saremmo scesi a compromessi, chiedendo di spostare il giorno di chiusura settimanale in un altro della settimana meno richiesto. Invece abbiamo fatto una misera figura. Per fortuna che abbiamo optato per San Martino». C’è un controsenso, un bisticcio fra le buone intenzioni e invece quella che è la realtà, come spiega meglio l’altra guida storica dell’Elba, Lucia Pietri. «A ogni fine di stagione turistica – ha detto a Il Tirreno – veniamo invitate a tavole rotonde e conferenze sull’allungamento della stagione. Ma poi, se andiamo a guardare i fatti concreti, vediamo che un conto sono le belle parole, un altro invece lo stato reale delle cose. Avevo un gruppo di turisti che ho portato sul versante occidentale dell’Elba. Sia a Marciana Marina, sia a Marina di Campo non abbiamo trovato un locale pubblico aperto per un caffè, una bibita o semplicemente per usufruire dei bagni. Tutto chiuso. Siamo stati costretti a rientrare quanto prima in albergo. Lo ammetto – ha concluso Lucia Pietri – mi sono sentita in un imbarazzo pazzesco». Infine, a titolo di cronaca, i lampioni che dovrebbero illuminare la villa de’ Mulini sono spenti. Bisognerà attendere dopo Befana per vederli di nuovo funzionanti. —
Luigi Cignoni
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