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«Orche nel mare dell’Elba? Forse non sono così rare»

«Orche nel mare dell’Elba? Forse non sono così rare»

Legambiente commenta l’avvistamento di tre esemplari al largo dell’Enfola «Un anno fa un maschio adulto fu fotografato a 500 metri da Marciana Marina»

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PORTOFERRAIO. «Una presenza sporadica, ma forse non così eccezionale come si crede». Legambiente Arcipelago toscano commenta in questo modo il recente avvistamento di una famiglia di orche al largo di Capo d’Enfola, il cui filmato è stato pubblicato su Facebook dal consigliere di minoranza Luigi Lanera e diffuso dal Tirreno (il video è visibile sul sito Internet www.iltirreno.it).

Le immagini ritraggono che nuotano nel mare dell’Enfola: risalgono al 26 dicembre scorso e probabilmente riguardano la stessa famiglia di mammiferi avvistata a Genova e arrivata fino allo stretto di Messina.

«La presenza di un’intera famiglie di orche (Orcinus orca) provenienti dall’Islanda al largo delle coste liguri, funestata purtroppo dalla morte di un cucciolo, è certamente qualcosa di eccezionale, così come è eccezionale il loro viaggio verso lo stesso di Messina che ha costeggiato, come mostrano le immagini pubblicate da Il Tirreno e su Facebook dal consigliere di minoranza di Portoferraio Luigi Lanera, l’Isola d’Elba e in particolare l’Enfola, di fronte alla ex tonnara oggi sede del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano – raccontano da Legambiente – avvistamenti di singole orche, probabilmente giovani maschi in dispersione, sono stati segnalati negli anni passati – anche uno controverso recentemente – e un maschio di orca, distinguibile per la sua lunga pinna appuntita, orca è stato sicuramente avvistato negli anni ’80 nel Canale di Piombino da un team di subacquei guidato da Antonio Marino».

In questi giorni stanno circolando numerose foto di avvistamenti di cetacei nel mare intorno all’Isola d’Elba e «tra queste ce n’è una – spiega Legambiente – scattata nel gennaio del 2019 dal pescatore Edoardo Mazzantini a circa 500 metri dal porto di Marciana Marina, proprio di fronte al tratto di mare dove è passata la famiglia di orche pochi giorni fa, che sembrerebbe proprio mostrare la lunga pinna dorsale di un’orca. Mettendo insieme tutte queste segnalazioni, probabilmente destinate a moltiplicarsi con la disponibilità degli smartphone, si capisce che la presenza di orche nel Mediterraneo nord-occidentale è certamente sporadica come ma non così eccezionale e rarissima come si pensava finora».

Legambiente ricorda come la stessa guida Fao sulla pesca del 1987 segnalava diversi avvistamenti lungo tutta la costa mediterranea tra la Spagna, Francia e Liguria tra la costa nord della Toscana e la Sardegna - con al centro l’Arcipelago Toscano – e addirittura una cattura accidentale di un’orca in Sicilia.

«Il nostro Santuario del Cetacei e il nostro arcipelago – conclude Legambiente – hanno quindi spesso ospiti dei quali non bisogna aver nessuna paura: nonostante il loro terribile nome in inglese – killer whale,in italiano balena assassina – questi grandi, splendidi e intelligentissimi predatori non attaccano gli esseri umani e vivono in popolazioni con una complessa vita sociale e con culture differenziate, dominate da nonne matriarche in menopausa, che somiglia molto a quella umana, ma più pacifica». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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