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«Non è stato confermato perché in un anno ha lavorato 62 giorni»
PIOMBINO. Hanno prodotto un documento per difendere la posizione di Francesco Ferrari e ribadire che no, quello non è un licenziamento politico ma neanche un licenziamento.
La Lista civica Ferrari sindaco in una nota scrive infatti che «Giacomo Termine non è stato licenziato, il Comune ha deciso di non confermare la sua posizione in quanto non è stato possibile valutare il suo operato viste le numerosissime assenze dal posto di lavoro e, per questo, tornerà a lavorare nel Comune che aveva lasciato per trasferirsi a Piombino».
«Non si parla certamente di una discriminazione - prosegue la nota - in quanto sindaco di un partito politicamente lontano dall’amministrazione piombinese. I permessi per ottemperare ai compiti dati dai ruoli politici e istituzionali sono un suo diritto, il buonsenso però avrebbe imposto quantomeno di provare a conciliare le sue cariche con il lavoro per cui percepisce uno stipendio».
«Il signor Termine, invece - aggiungono i civici - si è presentato al lavoro 62 giorni in un anno e, a causa di tutte queste assenze, il periodo di prova di sei mesi è slittato a quasi un anno».
«Ora una certa politica si arrabbia e batte i piedi invocando la violazione dei diritti costituzionali - proseguono i civici - il senso del dovere nei confronti dei cittadini non vale solo quando si ricoprono cariche politiche, dovrebbe essere un valore da rispettare in ogni ambito professionale, soprattutto quando è proprio grazie al denaro pubblico che si percepisce uno stipendio. L’amministrazione ha preso una decisione a tutela della macchina comunale e nel rispetto di tutti gli altri dipendenti che ogni giorno timbrano il cartellino e portano avanti il proprio lavoro con competenza e diligenza. Avrebbe potuto dialogare con l’amministrazione per cercare insieme una soluzione che potesse conciliare le necessità di un Comune come Piombino con i ruoli che Termine ricopre, invece ha preferito semplicemente prendere tutti i permessi che aveva a disposizione e percepire comunque uno stipendio».
«Per quanto scarsa sia l’indennità da sindaco di Monterotondo - è la conclusione della lista Ferrari sindaco - pretendere di guadagnare senza lavorare è inammissibile». —
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