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la replica 

Ma Parodi non ci sta: «Procedura regolare»

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piombino. No, Parodi decisamente non ci sta a passare per quello che favorisce taluni piuttosto che altri. E la notizia delle accuse che gli vengono mosse lo sorprendono pur mantenendo una certa calma. «Io non ho escluso nessuno, ma sa quante persone transitano nei nostri uffici per proporre le cose più disparate? Dovremmo dire di sì a tutti? Poi, per quanto riguarda lo specifico, chi mi accusa si è presentato dicendo che siccome da quindici anni si occupavano loro del service del palco dell’ultimo dell’anno avrebbero dovuto continuare. Ma scherziamo? Che modo di ragionare è?». Comunque, Parodi non si scaglia contro Bernazzi, ma vuole puntualizzare che in primis lui non ha deciso niente: «Noi abbiamo affidato un budget ad Anastasia della Pro Loco (circa 100mila euro compresi gli sponsor ndr), ma io non ho firmato nessun incarico e nessuna esclusione. Non mi compete. Ho fatto, è vero, la proposta che i service lavorassero insieme, perché mentre Bernazzi poteva occuparsi del palco, so che gli altri secondo me sono più bravi con le luci e l’allestimento di quanto sta intorno allo spettacolo. Ci siamo visti ad una cena, tutti insieme, cosa c’è di male o di illegale? Assolutamente niente. Era un modo per fare lavorare più persone. Siccome Bernazzi ci ha pensato e ha detto no, allora come avevo preannunciato, abbiamo proceduto come prassi con i preventivi. E quello dell’altro service (Giomi), è risultato più economico per le casse del Comune. Questo giustifica un esposto? Allora tutti coloro che in ambito economico perdono un appalto, un lavoro, perché c’è concorrenza, dovrebbero fare denunce? Sono allibito da questa cosa».

Tra l’altro il vicesindaco sostiene che il service di Bernazzi «non aveva fornito neanche il Durc (Documento unico di regolarità contributiva ndr) che è indispensabile per lavorare con la pubblica amministrazione».

Insomma, versioni in molti casi coincidenti ma che secondo Parodi non nascondono niente di anormale e non giustificano una denuncia. «Poi, altra cosa che non capisco. Sono oggetto di un esposto io che non ho firmato niente, perché non mi compete. Leggerò bene, e poi prenderò le mie decisioni». —

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