Il presidio
L’acqua carica di detriti e portata dai torrenti è linfa per la spiaggia
LACONA. Non sempre l’acqua trasportata dai torrenti e dai botri, che scaricano a mare quanto piove dal cielo insieme con detriti vari che trovano sul loro percorso, sono devastanti nell’atto di tracimare verso il basso. La loro azione è spesso manna per il litorale elbano, specie per la spiaggia di Lacona, interessata com’è da sempre al fenomeno erosivo delle coste. Per compensare quanto le correnti marine spostano da un punto della costa per depositarlo altrove ci pensano per fortuna i torrenti. Lo dicono gli stessi sostenitori di Lacona Beach che, sulla loro pagina di Facebook, pubblicano alcune considerazioni di questo tipo.
«L’acqua dei fossi così potente e scura – scrivono – può incutere un certo timore. Eppure è piena di linfa per la spiaggia, ricca di sospensioni minerali trasportate dalla corrente, che a conti fatti si trasforma in potenziale sabbia». E portano, per esempio, il fosso del Caubbio-Stragnolo, cui si riferisce la foto che pubblichiamo: «Basta che le piogge durino circa un’ora perché il terreno non diventi più recettivo. Per questo motivo gran parte di quello che scende dal cielo finisce nel fosso. Ne alimenta la corrente, che diventa potente e trascina con sé preziosi frammenti di roccia, oltre a vario materiale organico».
La spiaggia di Lacona, fra le più belle e le più estese dell’Elba, dopo Marina di Campo e Lido, si trova incorniciata da una serie di rilievi che rappresentano il confine naturale del suo bacino idrografico che si estende su una superficie di otto km quadrati. «Tutto quello che cade in quest’area e che non filtra nel sottosuolo – si legge sempre sul post di Fb – converge nei suoi fossi, trascinando con sé frammenti di roccia. Il fosso del Caubbio-Stagnolo drena lo spartiacque di creste più ampio, pari a 3,5 km quadrati (dando nome alla valle che appunto si chiama del Caubbio), quasi la metà dell’intero bacino. Quella che si coglie sulla foto è parte dell’acqua che è scesa a valle di questi 3,5 chilometri quadrati di bacino ed è grazie a questo fenomeno naturale che la spiaggia grande di Lacona viene rifornita di materiali che la alimentano».
E le buone notizie non finiscono qui. È stata rifatta parzialmente la perimetrazione della parte centrale delle dune. I lavori, decisi dal Parco nazionale dell’arcipelago toscano, stanno proseguendo con la perimetrazione della stessa area anche a nord. —
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