Italia
Il Comune in aiuto della mensa di San Giuseppe Il 21 pranzo di Natale
La giunta Zini ha versato 8.500 euro alla parrocchia che si occupa dei più bisognosi: 10mila pasti all’anno
PORTOFERRAIO. Nel segno della solidarietà, rivolto specificatamente verso i più bisognosi e le famiglie in difficoltà economiche.
Così va inquadrata la decisione assunta dalla giunta Zini, che ha deliberato, nell’ultima seduta dei lavori, di elargire un contributo pari a 8. 500 euro all’associazione San Giuseppe onlus.
La motivazione di un simile gesto va individuata nel servizio mensa, offerto giornalmente da questa organizzazione caritatevole nel salone Lorenzo Vivaldo, attiguo alla chiesa di San Giuseppe di Carpani, mediamente a una trentina di persone. E sabato, 21 dicembre, c’è poi in programma il pranzo natalizio con il relativo scambio degli auguri, al quale sono stati invitati anche i componenti del consiglio pastorale. L’esecutivo della Biscotteria ha riconosciuto, nel “Programma mensa 365” di Carpani, la validità e l’importanza del servizio che viene svolto attraverso l’opera continua e assidua di numerosi volontari (alcuni dei quali provenienti da altri paesi dell’Isola). Metterlo in pratica ogni giorno dell’anno comporta «un significativo impegno economico – si legge nella delibera della giunta di Portoferraio – sia per le spese di ordine generale, sia per il mantenimento della struttura, sia per il rinnovo delle varie attrezzature destinate a usurarsi con l’uso, sia per l’acquisto di numerosi beni di consumo e soprattutto di generi alimentari». Per questo, squadre di volontari della San Giuseppe onlus, a rotazione il mercoledì mattina, si recano nei supermercati della città per ritirare i prodotti di generi alimentari prossimi alla scadenza e destinati a essere conferiti nelle discariche.
Sono articoli che nel giro di qualche giorno saranno rimossi dagli scaffali e destinati comunque al macero. Gli addetti di San Giuseppe li raccolgono. Li portano in cucina della mensa dove il magazziniere e la cuoca li smistano e li destinano secondo l’uso più opportuno. È dal 2015 che il servizio è attivo. Lo volle l’allora parroco, don Gianni Mariani, venuto a mancare alla fine di giugno dello scorso anno. E oggi, il suo successore, don Domenic Pinheiro, lo ha ereditato e lo sta egregiamente portando avanti per il bene delle comunità. A conti fatti distribuisce qualcosa come diecimila pasti completi all’anno a singoli utenti o famiglie. Senza contare poi che volontari si recano nelle case di persone che hanno difficoltà deambulatorie, data la loro età, oppure semplicemente provano vergogna nel prendere posto o recarsi la mattina a ritirare le loro porzione di generi alimentari da portarsi a casa. Sono sempre gli stessi volontari che non amano la ribalta della cronaca, ma che sono quelli che servono a tavola gli utenti della mensa. E che oramai molti li conoscono e con i quali si stabilisce un rapporto di amicizia. È su questa lunghezza d’onda che s’inserisce l’amministrazione comunale, sempre attenta nel «conseguire il pieno sviluppo della persona umana – come si legge più sotto, nelle conclusioni della delibera – e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica, sociale e culturale. Il Comune riconosce e garantisce la partecipazione delle formazioni sociali, favorisce lo sviluppo e l’azione delle associazioni di volontariato». —
Luigi Cignoni
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