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Il frantoio resta ancora un miraggio Gli olivicoltori accusano la giunta
portoferraio. È ancora senza una soluzione la storia infinita del frantoio comprensoriale elbano realizzato, ormai da anni a Portoferraio e affidato all’Associazione Olivicoltori dell’Isola. Ad intervenire sulla questione infatti è proprio l’associazione che si dice «fortemente penalizzata da un immobilismo politico e amministrativo» con riferimento al comune di Portoferraio. L’immobile che si trova nella zona industriale del capoluogo è stato affidato agli olivicoltori a novembre di due anni fa ed è stato inaugurato il 23 settembre 2018 per esaudire la richiesta del territorio e soprattutto quella degli olivicoltori, molti dei quali costretti ad appoggiarsi a strutture sul continente. «Dalla data di affidamento definitivo alla sua inaugurazione – ricordano dall’associazione – noi ci siamo impegnati, attraverso un contributo dei soci nonché sostenitori e amatori dell’iniziativa, ad eseguire i primi interventi all’immobile per renderlo idoneo e fruibile alla sua destinazione di frantoio». A fronte di un piano di investimenti che si aggira sui 400mila euro, un anno fa gli olivicoltori hanno chiesto un contributo di 97mila euro alla Gestione associata per il turismo, per interventi strutturali a completamento dell’edificio. La Gat ha accolto la richiesta e il 29 agosto del 2019 ha trasferito il contributo di 97mila euro, destinato al frantoio, al comune di Portoferraio. «Ad oggi però – fanno presente gli olivicoltori – il contributo non è ancora stato trasferito alla nostra associazione costringendola, per la stagione 2019 della frangitura, a non offrire il servizio al territorio elbano». Contestualmente gran parte dei produttori e amatori sono stati costretti a rivolgersi ancora una volta a strutture oltre il canale. Fanno presente i produttori di olio che come riconosciuto anche dalla gestione associata il progetto del frantoio comprensoriale si integra nella valorizzazione dell’agricoltura, nelle pratiche di riscoperta dei paesaggi tipici e di tutela complessiva del territorio, nelle logiche delle filiere turistiche dell’enogastronomia di qualità. «L’amministrazione comunale di Portoferraio – fanno presente – ha affermato di credere indispensabile investire su progetti ed opere comprensoriali. Per quanto la Gat abbia contribuito ad un progetto di opera comprensoriale come il frantoio, ad oggi l’amministrazione non è stata in grado di trasferire il contributo alla nostra associazione. La conseguenza è un danno a tutto il territorio ed al progetto “frantoio” della nostra associazione che, di fronte ad un maggior investimento si trova a non poter onorare i propri impegni né ad assicurare un servizio ed una continuità lavorativa, ai soggetti interessati durante il periodo di frangitura». —
Antonella Danesi
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