Piano strutturale unico per San Vincenzo Suvereto e Sassetta
SAN VINCENZO. Tre passaggi in altrettanti consigli comunali. Il 16 a Suvereto, il 17 a Sassetta e il 23 dicembre a San Vincenzo. Queste le date che segnano l’avvio del procedimento del Piano strutturale intercomunale che vede collaborare i tre enti nel definire una uniforme visione strategica per lo sviluppo del territorio. Il tutto con l’impegno ad avviare un confronto per coordinare il tutto con il piano strutturale intercomunale dei Comuni di Piombino e Campiglia Marittima, che è in corso d’opera non senza qualche difficoltà.
Le chiavi: sviluppo sostenibile, salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, l’agricoltura, il turismo e la ricettività, il sistema manifatturiero e la mobilità. C’è tutto questo nelle linee guida di un procedimento che richiederà del tempo per la conclusione. Dopo i passaggi nei tre consigli comunali a gennaio dovrebbe essere pubblicato il bando per affidare l’incarico per la redazione del piano. Nella procedura sono previsti passaggi per la concertazione e un percorso partecipativo. «Abbiamo scelto di non entrare nel merito per dare spazio alla concertazione e al percorso partecipativo con i cittadini». Lo sottolineano a una sola voce i sindaci Jessica Pasquini di Suvereto, Alessandro Scalzini di Sassetta e l’assessore all’Urbanistica di San Vincenzo Massimiliano Roventini.
L’ambizione è di adottare il piano entro la fine del 2020 per arrivare all’approvazione entro maggio 2021. E a seguire i piani operativi calibrati sulle singole realtà comunali. Un passaggio su cui resta da valutare la possibilità di sfruttare la novità normativa introdotta con da una recente revisione della legge regionale 65 del 2014, ovvero la possibilità di fare un piano operativo intercomunale.
«A San Vincenzo gli obiettivi sono in continuità con le scelte contenute nel piano strutturale approvato nel 2016 – dice l’assessore Roventini –. Nel perimetro urbano, che è definito dal Piano di indirizzo territoriale della Regione, si parla di interventi di completamento». C’è anche una situazione in cui mettere ordine, quella di poggio Castelluccio. «Viene individuato come area urbana non per fare spazio a nuove previsioni ma per regolarizzare il contesto dando modo all’amministrazione comunale di acquisire al patrimonio pubblico le strade e di poter realizzare le reti dei servizi, come la pubblica illuminazione».
A Sassetta si parte da un dato: il 97% del territorio è boscato. «Insieme al borgo è una delle nostre ricchezze – dice Scalzini –. I nostri indirizzi sono orientati a migliorare la qualità della vita dei residenti e anche le previsioni turistiche ricettive vanno lette come un’opportunità per creare lavoro». Che aggiunge: «Verrà avviata anche un’analisi per studiare una viabilità di raccordo tra i tre territori, sia in chiave turistica che in caso di emergenze». Risale al 2006 il vecchio piano strutturale di Suvereto, all’epoca redatto con Piombino e Campiglia Marittima. Tra le conferme restano l’area camper, la struttura termale, già oggetto di un piano attuativo, il bypass per la strada 398. «La vocazione agricola è centrale e c’è la volontà anche con gli strumenti urbanistici di contrastare lo spopolamento del borgo con servizi alla residenzialità e alle famiglie – afferma Pasquini –. Nell’avvio del procedimento abbiamo volato alto perché sarà la fase partecipativa a mettere a fuoco i contenuti del piano». —
M.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
