Il Tirreno

il promontorio e la memoria 

Dopo un secolo è crollata la Fonte del Soldato

Gianpiero Vaccaro
Dopo un secolo è crollata la Fonte del Soldato

In seguito alle ultime forti piogge il tetto si è spezzato ed è franato nella vasca del manufatto costruito nel 1917

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Gianpiero Vaccaro

Echi llontani e suggestioni, tra le mille luci e ombre del nostro promontorio. Occasione di memoria ma anche opportunità di costruire un futuro diverso, legato al turismo ed alla valorizzazione dei luoghi della nostra identità. A meno che la memoria non si perda per sempre, nell’incuria e nel disinteresse di chi dovrebbe salvaguardarla.

Esattamente centodue anni fa, nella primavera del 1917, un manipolo di artiglieri del Regio Esercito costruì una piccola cisterna in mezzo al promontorio. Ogni giorno una corvé di tre soldati, attraverso l’impervio sentiero dei Cavalleggeri, saliva dalla batteria di Rio Fanale ad attingere l’acqua necessaria alla vita di quel piccolo reparto, impegnato nella difesa della nostra città dal pericolo dei sommergibili austrungarici. Di tanto in tanto, un secolo dopo, nel silenzio del bosco sembra ancora di sentire gli zoccoli dei muli e il passo dei pesanti scarponi militari sul selciato.

Proprio per questa origine tanto particolare, il piccolo manufatto prese da subito il nome di “Fonte del Soldato”: così è conosciuto da generazioni di piombinesi, al giorno d’oggi punto di sosta obbligato di qualunque escursione lungo la antica via dei Cavalleggeri. Anche se la sua storia era andata pian piano cancellandosi, nei decenni, con la memoria dei protagonisti.

Già prima delle celebrazioni solenni del centenario della Grande Guerra, le cui iniziative si sono snodate a livello nazionale e locale tra il 2015 e il 2018, in molti avevano auspicato che qualcuno si facesse carico di questo piccolo ma significativo manufatto, uno dei pochi che riporta alla guerra 1915-18 sul nostro territorio, ormai da anni in precarie condizioni di stabilità. Un bene che rientra di diritto tra quelli tutelati dalla legge nazionale n. 78 del 7 marzo 2001, relativa alla “tutela del patrimonio storico della prima guerra mondiale”. Perché la fonte non vada perduta e perché che il filo della memoria possa non interrompersi.

È notizia di queste ore, grazie alle foto scattate da Diego Luci, che la Fonte del Soldato, probabilmente in seguito alla violenta ondata di maltempo e alle forti piogge che si sono abbattute sul nostro territorio nelle scorse settimane, è parzialmente crollata. Il tetto ha infine ceduto al tempo ed agli elementi, si è spezzato ed è franato all’interno della piccola vasca.

Un colpo al cuore, un dispiacere per qualsiasi piombinese o ospite affezionato al nostro territorio. Come già provammo a fare da queste stesse colonne, ormai cinque anni orsono, nel novembre 2014, rinnoviamo l’appello alle istituzioni (Comune, Regione, Soprintendenza) affinché si possa mettere in sicurezza, restaurare e valorizzare la Fonte del Soldato, affinché questo piccolo angolo di memoria possa essere conosciuto e vissuto anche dalle generazioni future. —

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