Agricoltura, nuovo impegno per il risparmio idrico
Sottoscritto con il Consorzio Toscana Costa l’accordo per la pianura del Cornia Nell’arco di dieci mesi azioni di sensibilizzazione e l’uso di nuove tecnologie
campiglia. Dieci mesi. È questo l’orizzonte dell’accordo di cooperazione sottoscritto tra il Consorzio di bonifica Toscana Costa e le associazioni Coldiretti, Cia e Confagricoltura perla Val di Cornia. Obiettivo: sviluppare azioni di sensibilizzazione all’uso razionale della risorsa idrica in agricoltura e coinvolgere il settore nel percorso del contratto di fiume. La cornice è il progetto Life Rewat i cui risultati vengono definiti incoraggianti, cofinanziato dalla Commissione europea con partner Scuola Superiore Sant’Anna, Regione Toscana e Asa, oltre ai Comuni di Campiglia Marittima, Suvereto e Piombino.
Gli interventi pilota già realizzati riguardano la ricarica della falda con l’impianto ai Forni a Suvereto, la riqualificazione fluviale nel tratto suveretano del fiume, il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate del depuratore di campo Gallio per l’irrigazione del campo sportivo a Campiglia. Ma anche la riduzione delle perdite in rete che nei distretti di Poggetto-Cotone e Capriola a Piombino ha permesso di ridurle del 6%. E l’irrigazione di precisione in agricoltura con un impianto di subirrigazione dimostrativo realizzato in un azienda agricola in località Caldanelle a Venturina Terme.
L’accordo, sottoscritto il 2 dicembre nella sede del Consorzio di bonifica, si propone di promuovere azioni di sensibilizzazione al risparmio idrico della comunità agricola, attraverso la riduzione dei consumi per l’irrigazione. A dare il senso della sfida è il presidente del Consorzio Toscana Costa Giancarlo Vallesi: «Se dovessimo affrontare tre anni di difficoltà idrica arriveremmo a mettere in ginocchio tutto il comparto agricolo». In Val di Cornia, il cuore delle produzioni ortofrutticole rappresenta un quarto del totale in Toscana, a cui si aggiungono olio e vini di eccellenza. «A gennaio presenteremo l’intervento che consente di mettere a disposizione l’acqua in uscita dal depuratore di Guardamare a San Vincenzo per la coltivazione del pomodoro da industria – dice Vallesi –, miscelandola con quella della fossa Calda». C’è poi la questione aperta del Cornia Industriale, la conduttura da anni sversa in mare circa 4, 5 milioni di metri cubi di acqua che doveva soddisfare le esigenze delle acciaierie. Ma qui servirebbe un intervento strutturale sul depuratore di Venturina, che nel periodo estivo va in sofferenza.
«Si possono migliorare i sistemi irrigui – sostiene Mattero Serravalle di Coldiretti – con strumenti che ad oggi sono alla portata di tutti, a cominciare da una gestione con piccole stazioni meteo aziendali e software specifici». A questo proposito all’inizio del nuovo anno saranno organizzate visite all’impianto pilota a Caldanelle ma si prevede anche di favorire l’introduzione di tecnologie per ridurre i consumi. Inoltre, l’attività di conoscenza della realtà locale sarà portata avanti dal Sant’Anna a partire da interviste sul campo. Marino Geri (Cia) ricorda la grande crisi idrica dell’estate 1993. «Da allora sono stati fatti dei passi importanti, considerato che l’acqua è uno dei principali fattori di produzione in agricoltura. Lavorare affinché la risorsa sia disponibile è strategico». Claudio Volpi (Confagricoltura): «Ridurre la dispersione di acqua non è solo nell’interesse generale ma è anche un vantaggio economico per le aziende agricole, perché incide sui costi di produzione». —M.M.
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