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Centro storico in ferie, ma c’è chi resiste: «Noi non tiriamo giù la saracinesca»
Tanti negozi e ristoranti chiusi in inverno, il cuore della città è in letargo. Eppure c’è chi naviga in direzione ostinata e contraria: «Ma servono idee»
il racconto
Nel 1556 Cosimo I° de' Medici emanò una ordinanza con un pacchetto di agevolazioni per far crescere il numero di abitanti dentro le mura medicee di Feraja, realizzate qualche anno prima. E promise in regalo un terreno da coltivare davanti casa. Una proposta simile la fa, dopo cinque secoli, il dottor Vinicio Fusi della Farmacia centrale di piazza Cavour.
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«Per migliorare la situazione del nostro centro storico e avere più vita e commerci anche in inverno – ha detto al Tirreno – prima di tutto bisogna ripopolare questa zona. Un tempo qui vivevano 5000 persone. Molti se ne sono andati e quindi come rianimare questi ambienti? Vanno riconquistate persone che ci vivono. Ad esempio il Comune potrebbe offrire agevolazioni fiscali o qualcosa del genere. Ora, se non c'è gente a sufficienza, come possono i commercianti e gli artigiani fare profitti validi anche in questa stagione? E a monte di questo vanno realizzati servizi efficaci. Un parcheggio di scambio fuori dal centro storico, in una struttura non all'aperto e attivare due navette una che va e una che viene, dopodiché dal parcheggio di piazza della Repubblica si possono levare le auto, per godere un ritorno ai “giardinetti” di un tempo e così per tutti gli altri spazi storici del centro».
Il dibattito è aperto ormai da anni e ha sempre a che fare con un declino del centro storico di Portoferraio. Per alcuni fisiologico, vista la stagionalizzazione sempre più marcata delle attività commerciali. Ma c’è chi non si arrende. E tiene aperto il negozio, il bar e il ristorante anche in inverno. Nonostante le difficoltà e dopo aver registrato, ancora una volta, malumori per la scarsa vitalità del cuore della città in questa stagione (qualcuno è tornato ad agitare il nome beffardo "Mortoferraio") .
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Un vero rilancio della città medicea e napoleonica non sembra ancora in corso. Ma i commercianti lo chiedono, specialmente quelli che resistono alla tentazione di tirare giù la saracinesca fino alla prossima primavera. Uno di questi è Stefano Tavolario della trattoria “Da Zucchetta” di piazza della Repubblica. Uno dei pochi posti del centro storico dove si può mangiare anche nei mesi tra novembre e marzo. «Il centro storico fa pietà – ha detto il ristoratore, attivo da 30 anni anche in inverno – gli ultimi cinque anni di amministrazione sono stati negativi, speriamo nella nuova giunta comunale. Noi siamo in un'area ricca di storia, abbiamo qui vicina una chiesa medicea. Invece d'inverno molti colleghi chiudono accontentandosi della riuscita della bella stagione. Noi proseguiamo, ma bisogna far scomparire le auto dal centro storico e creare una zona blu totale per far arrivare la gente con un bus navetta. Ora siamo anche senza Pro Loco, speriamo risorga: ci vuole un'intesa tra commercianti e Comune. Si facciano eventi culturali e spettacolari e strategie generali opportune. Vanno poi ben curate le strade e le piazze, rendiamole più belle e illuminate: la luce è vita. Curiamo al massimo l'igiene nelle attività di ristorazione. Siamo un po' allo sbando, manca una unità vera tra commercianti, gli artigiani e dobbiamo agire come si deve puntando a fare servizi di qualità anche nella bassa stagione. Altroché, come avviene da qualche parte, pizza e bibita a 7 euro».
Silvia Boano ha intrapreso la sfida di aperire una libreria ("Mardilibri"), in piazza della Repubblica.
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Un presidio di cultura nel cuore della città. Non si arrende, tutt'altro. «Il centro storico deve vivere, noi ci siamo. Siamo nel luogo più importante della città. Troviamo soluzioni concordate. Una strategia annuale può essere quella di chiudere il traffico in estate e riaprirlo in inverno. Le piazze, la calata, devono diventare un luogo di incontro libero, di ritrovo. Noi del centro dobbiamo renderci conto che siamo circondati e immersi nella storia, il posto più bello di Portoferraio, ricco di tesori architettonici, patrimoni da valorizzate e su cui lavorare. Però il centro si è svuotato di abitanti. Occorre promuovere, tutti d'accordo, questa rinascita culturale anche con eventi. Noi su ciò ci siamo intesi con il vicesindaco Luca Baldi e l'assessore alla cultura Nadia Mazzei. Come libreria facciamo programmi creando, in questi giorni, con degli studenti, corsi di scrittura creativa con la Scuola Carver di Livorno».
Alessandra Mazzei è titolare del negozio di abbigliamento per bambini Bambi.
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Uno dei pochi con la serranda alzata. « Ci dovrebbero dare una medaglia perché tutti scappano dal centro storico di Portoferraio e noi invece rimaniamo. Ora si parla di togliere il parcheggio qui in piazza della Repubblica, ma sarebbe molto negativo, crescerebbe l'abbandono. Il centro va curato di più, ad esempio ancora non c'è nessuna luce natalizia, prevale la sporcizia, vediamo i vasi di fiori impresentabili e così altri arredi urbani, è tutto in perdizione e un vero degrado. Siamo scoraggiati e siamo rimasti in quattro gatti – ha detto Alessandra Mazzei, la titolare- proviamo prossimamente a offrire un'ora di parcheggio per stimolare i nostri clienti, a venire nel centro. Eventi culturali e spettacolari? Mah, se vengono fatti di rado non servono. Sono spariti tanti servizi e invece ci vorrebbe una rinascita del centro storico, anche invernale, creare attività culturali più frequenti qualcosa stimolerebbe».
Emanuele Covi della oreficeria Becherini, in piazza Giovanni Ageno, è d’accordo: «Bisogna puntare su strategie comuni con l'amministrazione comunale e gli altri commercianti, per rilanciare il centro anche in bassa stagione. Poi valutare l’eventuale chiusura del traffico o meno, stabilire strategie ed orari, potenziare i parcheggi, puntare sulla cura capillare dell'ambiente del centro che è sporco e valorizzare tutti beni architettonici presenti. Prima di tutto le fortezze medicee, sono un'attrattiva unica da vivere e così i musei napoleonici, quello della Linguella. Se avessero per le mani all'estero tali tesori, li saprebbero valorizzare, qui siamo nel cuore di una città storica e medicea». —
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