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Voglia di riscoprirsi nella storia della città
In tanti a condividere emozioni grazie al workshop di scrittura creativa dell’associazione Progetto Nero su Bianco
PIOMBINO. Giaccone blu, stessa posa, per fotografarsi davanti all’immagine da bambino (proiettata in grande sulla tenda a fili, stile teatro), con indosso il vestito cucito su misura dalla mamma. Mirco Chiappori rende ancor più coinvolgente il workshop di scrittura creativa, organizzato dall’associazione Progetto Nero su Bianco, alla mostra fotografica “Come ieri”. Tassello nel puzzle di storia di città rivissuta proprio grazie ai ritratti fotografici di generazioni di piombinesi, dagli anni Trenta fino ai Settanta.
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Centinaia i visitatori nel chiostro di Sant’Antimo, come media giornaliera, viste le firme sul registro all’ingresso; ormai vicini a quota tremila. Domenica scorsa pure i protagonisti del progetto promosso da Nero su Bianco (dal 2003 scuola di scrittura creativa) con la guida di Irene Di Natale: «Pomeriggio eccezionale – racconta –. L’obiettivo delle attività è sempre stimolare le persone a esprimersi attraverso il mezzo della parola scritta ecco perché abbiamo visitato la mostra con fogli dove prendere appunti. Così Elena Fillini ha instaurato un vero e proprio dialogo coi protagonisti di alcuni scatti. Michele Ginanneschi ha descritto l’atmosfera della mostra e Diego Luci ha paragonato la macchina fotografica all’unica macchina del tempo che abbiamo a disposizione. Abbiamo esteso ad altri visitatori l’invito a trasferire sulla carta i pensieri che scaturivano dalla visita. Il risultato ci ha sorpresi – aggiunge Di Natale –: la curiosità verso questa attività si è sommata all’entusiasmo verso l’esposizione. Raccolti un buon numero di pensieri e commenti, la maggior parte dei quali nostalgici nei confronti di una città e di un modo di vivere che sono cambiati in modo troppo radicale. L’orgoglio con cui molti, tra quanti sono immortalati tra le foto della mostra, ci hanno condotto davanti ai loro scatti per farci notare dettagli di luoghi o capi d’abbigliamento, ci ha fatto capire che le persone hanno ancora voglia di parlarsi, di stabilire con gli altri un legame empatico, di trasmissione di ricordi ed esperienze. È per questo motivo che ci siamo intesi a perfezione con “I tre delfini”: abbiamo la stessa voglia di far interagire le persone».
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D’appoggio “I tre delfini” che questa esposizione l’hanno pensata e realizzata Sandro Leonelli, Claudio Gennai, Milco Tonin. Effetti speciali di Giulio Cianchini sempre alla regia di quella “porta di immagini” che si oltrepassa per scoprire la mostra, o delle luci che rendono ancora più magico il chiostro e che sono un motivo in più per ritornare, fino all’8 dicembre e poi nelle feste di Natale. –
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