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Funghi, contro le intossicazioni c’è lo sportello micologico

Funghi, contro le intossicazioni c’è lo sportello micologico

Nei giorni scorsi ricoverato un elbano che ha ingerito una Amanita velenosa Dal 2015 al 2019 sono diciassette i casi trattati nell’ospedale di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. “Sospetta intossicazione da Amanita phalloides”. Così è stato scritto, di recente, in un referto del pronto soccorso dell'ospedale elbano. E il fungaiolo è stato inviato alle strutture sanitarie fiorentine, per ulteriori approfondimenti. Presentava una sindrome gastroenterica dopo aver mangiato funghi, raccolti nei boschi isolani. E la notizia porta a riparlare di quanto sia utile lo sportello micologico, presente nella palazzina Asl di San Rocco, a Portoferraio.

L'orario del servizio, gratuito, dal 1 settembre al 15 dicembre, si svolge dalle 11 alle 13 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. Ma è possibile essere ricevuti anche in altri giorni feriali, prendendo intese ad hoc e chiamando lo 0565 926808, chiedendo del dottor David Gattulli.

L’esperto esamina i funghi raccolti, dopodiché fornisce la sentenza, con tanto di rilascio di una certificazione che attesta se sono edibili o no. E i casi di intossicazione non sono rari sull’isola, infatti, secondo il rapporto statistico, 17 soggetti all'Elba, dal 2015 ad oggi, si sono dovuti rivolgere ai sanitari per colpa dei funghi. I dati sono stati forniti dal dottor Francesco Verdigi responsabile dell’ispettorato micologico dell’azienda Toscana Nord Ovest.

La tabella dice che sono oltre 200 gli intossicati nel periodo considerato. E per fortuna 2181 persone si sono recate presso gli uffici, come quello portoferraiese, per non sbagliare, tutelando la salute.

Nel 2018 nella Asl Toscana Nord Ovest sono stati 32 i casi di intossicazione da funghi, 6 dei quali provocati da ingestione di Entoloma Lividum confuso per Clitocybe nebularis, conosciuto popolarmente come Cimballo, Cimballo moro, Paralengo, Grigio, Nebbione, Cicciola grigia. Anche il Cimballo è una specie tradizionalmente consumata ma che oggi, dopo attenti studi, è stata ritenuta responsabile di intossicazioni. Non va meglio il 2019 e la stagione non è ancora finita.

La dottoressa Costanza Pierozzi, coordinatrice del Centro di riferimento regionale sulle tossinfezioni alimentari, dice: «Le intossicazioni nella quasi totalità dei casi si hanno con funghi raccolti da privati cittadini. E spesso non raccolti direttamente, ma ricevuti in regalo. Capita poi il caso grave, se non addirittura il morto, E' indispensabile rivolgersi ai centri micologici, che suggeriscono anche come pulire il fungo edibile prima della sua cottura.

Ma si sappia che anche il fungo buono da mangiare (edulo) è sempre portatore di tossine. Non si deve mai eccedere in quantità. Si sono avuti casi di malore dopo aver mangiato tanti, troppi, porcini».

Concludiamo dicendo le regole essenziali per i cercatori di funghi. Non raccogliere funghi che non si conoscono; in caso di incertezza rivolgersi sempre al servizio micologico dell'Asl; non raccogliere funghi troppo maturi ed eliminare nel pulirli le parti difettose; ricordare che esistono allergie e intolleranze anche ai più comuni funghi commestibili; consumarli con moderazione. In caso di sospetta intossicazione, portare con sé al pronto soccorso gli avanzi dei funghi o i resti delle puliture.

Infine, a richiesta, è possibile ottenere corsi rivolti ai cittadini, per imparare a riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi e magari gestire pure incontri nelle scuole, in mdomn da educare i ragazzi. —

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