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Cinghiali rompono il selciato alla Madonna del Monte

Cinghiali rompono il selciato alla Madonna del Monte

Danni di fronte al santuario in seguito a uno dei tanti raid notturni degli ungulati. Il sindaco: «Lavoriamo col Parco per risolvere la situazione»

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MARCIANA. Distrutto il selciato di fronte al campanile del santuario della Madonna del Monte da un branco di cinghiali affamati. Appena è stata pubblicata su Facebook la foto dall’hotel Belmare di Pomonte, immediata è stata la reazione degli utenti nel constatare la devastazione di uno dei luoghi più cari e storici non solo del marianese ma di tutta l’Elba. Oltre a ricordare l’importanza di questo santuario dal punto di vista religioso, va anche detto che questo luogo è stato visitato dall’Imperatore Bonaparte nell’estate 1814. Qui incontrò la contessa polacca Waleska con suo figlio. «Appena ho visto le foto che erano state postate – ammette il primo cittadino, Simone Barbi – mi sono subito messo in contatto con la sede del Parco per studiare una strategia di controllo di questi ungulati che provocano danni e disastri sul nostro territorio. Nei prossimi giorni mi incontrerò per una seduta di lavoro con i dirigenti dell’ente».

Altro non può o poteva fare il sindaco di Marciana, in quanto il territorio in cui è avvenuto il fatto ricade sotto la giurisdizione della curia di Massa Marittima-Piombino e invece il territorio che è attorno alla chiesa è inserito nel perimetro del Parco nazionale. Come se non bastasse il problema della proliferazione eccezionale di questi animali non ricade sotto la diretta responsabilità degli amministratori marcianesi, bensì è di competenza della Regione. «Dovevano essere veramente affamati – riconosce l’assessore ai lavori pubblici, Fortunato Mazzei – se sono riusciti con la forza del loro muso a sollevare e a smuovere quelle pesanti lastre di pietra e ad arare l'acciottolato». Ora si dovrà riparare il danno quanto prima, per non lasciare il piazzale in abbandono. «Il problema va inquadrato nella sua completezza – continua il sindaco Barbi – La presenza e la proliferazione di questi ungulati deve essere affrontata in modo più ampio. Dovranno essere stabilite le strategie da adottare per il controllo dei suini selvatici, attraverso gabbie e quant’altro. Come si dovranno inasprire le multe – conclude Simone Balbi – a chi è colto nel dar da mangiare agli animali». —

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