Italia
Guida del Consorzio per la delegazione Ais alla scoperta dei vini
suvereto. C’è soddisfazione da parte del Consorzio tutela vino Doc Val di Cornia per la giornata organizzata per incontrare un nutrito gruppo di sommelier di varie delegazioni Ais di tutta la Toscana alla scoperta della denominazione. Questo “seminario”, suggerito da Massimo Castellani (delegato di Firenze) e Marcello Vagini (delegato di Siena e vicepresidente Toscana), segue ad altri che si sono svolti in varie delegazioni toscane ed è il terzo appuntamento che si svolge direttamente sul territorio in questi ultimi anni, rinnovando e consolidando il legame tra il Consorzio e Ais a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse che i vini della Val di Cornia stanno suscitando nel panorama dell’enologia italiana.
I partecipanti hanno visitato alcuni vigneti e un’azienda nella quale sono state approfondite le varie tecniche di appassimento per la produzione di aleatico e ansonica. A seguire gli assaggi, che si sono concentrati sul vermentino e altri tipi di vini bianchi sia legati a uvaggi della tradizione (ansonica, trebbiano e malvasia) che a quelli di nuova tendenza (come il viognier) per concludere con alcuni rosati, tipologia sempre più apprezzata nell’ambito della ristorazione per l’abbinamento con numerosi piatti di mare.
Punto centrale della giornata, la presentazione del Consorzio con un’illustrazione puntuale delle caratteristiche dei vari areali legata ai venti, alla conformazione e alla mineralità dei suoli. L’evento si è tenuto al Calidario il 9 novembre. Qui Castellani e Vagini hanno guidato una degustazione sui vini rossi con un’ampia panoramica sui vari vitigni, partendo dagli autoctoni ciliegiolo e sangiovese per arrivare agli internazionali cabernet e merlot.
«Apprezzamenti per l’alta qualità diffusa raggiunta su tutta l’area, dal promontorio di Piombino alle colline di Campiglia, Suvereto, Monteverdi, e anche una certa sorpresa sono state manifestate per la Val di Cornia – riferiscono dal Consorzio –. È stato rimarcato infatti che in questa zona si manifesta in modo particolare l’importanza del terroir da intendersi non solo come interazione di diversi fattori come terreno, geomorfologia, microclima e vitigno ma anche e soprattutto il fattore umano che riesce a dare un enorme contributo alla personalità dei vini esaltando la ricchezza enologica locale». E concludono: «In considerazione di questo una caratteristica spesso riscontrata è la grande longevità dei vini e la capacità di esprimere al meglio la loro piacevolezza nel tempo». —
Annalisa Mastellone
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