Il Tirreno

la protesta/1 

«Rimbalzati tutta la notte tra la guardia medica e il pronto soccorso»

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PIOMBINO. «Non potevano curare subito mio marito?». È quando chiede una nostra lettrice, Sandra Vitiello, raccontando un episodio avvenuto nella notte fra l’8 e il 9 novembre al pronto soccorso di Villamarina. Suo marito, spiega, aveva un forte dolore al braccio e alla mano destra, «dolore causato dal tunnel carpale in fase acuta. In piena notte ho chiamato la guardia medica, la quale mi ha suggerito di somministrargli antidolorifici». Ma questo tentativo non ha avuto effetto, spiega la donna, così «verso le 1,30 siamo andati al pronto soccorso. Mi sono sentita dire dall’infermiera che “quella cosa non le competeva” e che mi sarei dovuta recare nuovamente dalla guardia medica, in quanto il dolore di mio marito non era stato procurato da un trauma o un incidente. Sono quindi andata dalla guardia medica che ha prescritto un’iniezione. E così verso le 2 sono andata in farmacia e ho fatto a mio marito l’iniezione. Nessun miglioramento, anzi, il dolore sembrava aumentare. Così attorno alle 6,30 ho ricontattato lo stesso medico di guardia il quale mi ha detto che non poteva fare altro e mi ha consigliato la visita di un ortopedico. Visita che non avrei potuto fare perché era sabato. Oppure, in alternativa, una visita all’ospedale di Cecina. A quel punto ho chiamato l’ambulanza e ho portato nuovamente mio marito al pronto soccorso dove finalmente, verso le 9, gli hanno fatto una flebo di antinfiammatori e antidolorifici e messo un tutore per mettere a riposo il braccio».

«Tutto questo - conclude la donna - non poteva essere fatto la notte senza farci rimbalzare tra pronto soccorso e guardia medica?». —

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