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Se non pagano il canone nemmeno quelli con quarantamila euro di reddito

V.P.
Se non pagano il canone nemmeno quelli con quarantamila euro di reddito

Ardenghi (Casalp): «Vogliamo far passare il messaggio sull’importanza di un bene pubblico affidato a chi ne ha bisogno» 

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PIOMBINO. In testa alla classifica degli assegnatari di alloggi Casalp meno virtuosi ci sono quelli che hanno un reddito più che sufficiente e il canone non lo pagano lo stesso. Ce ne sono di casi-limite in provincia. Come quello dell’inquilino con 40 mila euro di Isee e 5 mila di affitti arretrati.

Da questa soglia in giù, si susseguono numerose situazioni che, alla fine, portano a percentuali di tutto rispetto.

Al 31 dicembre scorso, su un monte-canoni di 18 milioni per tutto il territorio provinciale, la percentuale di morosità media corrente si è attestata sul 25%. Almeno 4 milioni e mezzo.

Anche per la verifica dei requisiti delle assegnazioni, però, la stretta è iniziata da qualche tempo. A partire da Piombino, che il nuovo vicepresidente Casalp Luca Ardenghi, in quota centrodestra, non esita a definire «un Comune virtuoso», valorizzando l’operato degli amministratori precedenti proprio in questa direzione.

«I problemi che Casalp si trova ad affrontare sono quelli - afferma Ardenghi - che il nuovo consiglio di amministrazione ha inserito nel piano triennale».

Si comincia dal recupero della morosità storica e corrente e dalla gestione del patrimonio immobiliare in gran parte vetusto.

In tutto sono 8600 gli alloggi pubblici a Livorno (6.181) e provincia: 903 a Piombino, a Campiglia 75, 8 a San Vincenzo, 11 a Sassetta e 42 a Suvereto. Quasi tutti occupati, salvo che per qualche appartamento in brutte condizioni.

Oltre la metà (il 52%) ha oltre 40 anni, il 34,5 % ne ha tra i 21 e i 40, il 5,5 % tra gli 11 e i 20. Il restante è stato costruito dopo il 2009. E’ facilmente intuibile che le manutenzioni di tipo straordinario siano un peso gravoso.

Un’occhiata alle procedure. Le assegnazioni le fa il Comune in base alla graduatoria stilata in conformità della normativa regionale. I requisiti fondamentali sono il reddito Isee familiare e la composizione del nucleo. Casalp riscuote i canoni e comunica ogni 6 mesi le inadempienze agli uffici casa dei Comuni che a loro volta dovrebbero verificare le singole situazioni, distinguendo tra morosità colpevole (quando le condizioni reddituali sono solide) o incolpevole, quando al contrario, sono subentrati elementi peggiorativi come la perdita del lavoro o particolari eventi. In questo caso vengono attivati fondi sociali regionali, comunali o della stessa Casalp. Per sei mesi, però. Poi gli alloggi devono essere lasciati. Anche per chi sarebbe nelle condizioni di pagare e non lo fa, scatta lo sfratto dopo sei mesi. Se i requisiti sono venuti a mancare indipendentemente dal pagamento, lo sfratto è automatico.«Una volta all’anno - prosegue Ardenghi - tutti gli assegnatari devono presentare la documentazione del proprio reddito in modo che scattino le verifiche sulla conformità con i requisiti. Verifiche che ora, attraverso la collaborazione con l’Agenzia delle entrate e Catasto, è Casalp a gestire».

A Livorno si è già iniziato e i primi frutti si sono visti Le stesse convenzioni saranno man mano applicate negli altri Comuni.

I risultati dei controlli danno una situazione più reale e vengono, poi, girati ai Comuni ai quali spetta decidere sulla perdita del beneficio, revocando l’assegnazione. E recuperando l’immobile per situazioni di effettiva necessità e di emergenza.

Ardenghi tiene a sottolineare il cambio di tendenza rispetto al passato: «Lavoriamo per far passare il messaggio sull’importanza che ha un bene pubblico affidato a chi in quel momento ne ha bisogno». —

V.P.

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