Il presidio
Studenti biologi marini con il circolo Teseo Tesei
Si è chiuso con successo il progetto di alternanza scuola - lavoro dell’Isis Foresi I ragazzi hanno scoperto i segreti delle specie vegetali presenti nel nostro mare
PORTOFERRAIO. La scuola Isis Foresi di Portoferraio e il circolo subacqueo “Teseo Tesei” insieme nell’ambito del progetto di ‘alternanza scuola-lavoro’ sul tema di biologia marina.
Stiamo parlando del corso che si è svolto nel mese di settembre e ottobre 2019 durante il quale gli studenti dell’Isis Foresi sono stati seguiti da Carla Cremona, docente referente per il progetto di alternanza scuola - lavoro.
L’insegnante ha favorito l’inserimento dei ragazzi all’interno del centro di biologia marina Bioasis “Gianfranco Coletti”, che è così diventato un luogo d’apprendimento, un ambiente educativo complementare a quello dell’aula.
«Crediamo – si legge nella nota del circolo - che le attività svolte, diversamente da come accade in un’azienda vera e propria, abbiano mostrato a 360 gradi tutte le professionalità che operano all’interno del centro: il team di Bioasis infatti è formato da persone volontarie, appassionate, ma soprattutto qualificate (medici, biologi, infermieri, istruttori di biologia/fotografia/sub/nuoto) che mirano a divulgare la cosiddetta cultura del mare».
Il progetto si è suddiviso in lezioni di teoria in aula, esercitazioni esterne, osservazioni in laboratorio sia tramite microscopio ottico, sia con stereo-microscopio ed elaborazione dei dati raccolti con gli studenti. «L’obiettivo principale – continua il comunicato - è stato quello di stimolare nei ragazzi la passione nei confronti dell’osservazione scientifica dell’ambiente marino, con il fine ultimo di trasmettere loro, proprio attraverso la conoscenza, alcune regole fondamentali per la protezione del mare e per la salvaguardia ambientale».
Questi invece sono i temi affrontati. Si è iniziato dall’introduzione alla biologia marina e dalle caratteristiche dell’ambiente marino (con particolare riferimento al mar Mediterraneo), per passare alla zonazione della costa, riconoscimento di specie vegetali e animali, senza tralasciare le dinamiche ecologiche e fisiche dei principali ambienti marini, come la prateria di Posidonia oceanica, la parete, la sabbia con descrizione delle specie più comunemente osservabili, per completare il discorso affrontando la meteorologia, i cenni sull’attività Ara, il rispetto per l’ambiente in generale, la salvaguarda del mare e infine la sicurezza in mare e gestione delle emergenze. Gli ultimi due punti sono stati trattati durante tutti gli incontri. Ogni attività è sempre stata monitorata e preparata con la massima attenzione, in modo da fornire agli studenti la sicurezza necessaria, affinché le attività svolte risultassero prive di qualunque rischio ma allo stesso tempo rappresentassero un momento di crescita.
«I nostri ragazzi – dice Carla Cremona - sono rimasti entusiasti. E non poteva essere diversamente, considerato che hanno avuto l'opportunità di esplorare e conoscere un mondo che, se pur per loro scontato, a tutti gli effetti non lo era. È stato un momento di crescita – conclude - in quanto gli studenti hanno dovuto interagire in un ambiente nuovo, con regole proprie e con una organizzazione altamente professionale». —
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