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“Sfanala” per avvertire dei controlli ma incrocia il comandante dell’Arma
Il colonnello Gianni Fedeli è originario di Piombino
PISTOIA. L’obiettivo era quello di segnalare alle auto che incontrava lungo la strada, in viale Adua – “sfanalando” - la presenza di una pattuglia dei carabinieri poco distante, che stava facendo dei controlli. Ma giovedì scorso è andata male a un uomo di 56 anni, residente a Pistoia. Perché su una delle auto incrociate c’era il colonnello Gianni Fedeli, comandante provinciale dei carabinieri, piombinese d’origine che ha lasciato la città per completare gli studi e intraprendere la carriera nell’Arma.
Il 56enne è stato quindi multato (la sanzione ammonta a circa 40 euro) per uso improprio dei dispositivi di segnalazione luminosa. L’uomo, infatti, mentre si trovava alla guida della propria auto, si è accorto della presenza di una pattuglia dei carabinieri impegnata in un posto di controllo. E, a quel punto, ha cominciato a lampeggiare, utilizzando le luci abbaglianti, in direzione di tutti i veicoli che incrociava lungo la strada. Per sua sfortuna, uno di questi veicoli era un’auto di servizio con all’interno il comandante provinciale dei carabinieri. Che, verificato quanto stava accadendo, ha fermato il veicolo guidato dal 56enne pistoiese e, con l’ausilio del proprio autista, ha contestato all’uomo la sanzione amministrativa per uso improprio dei dispositivi di segnalazione.
Il comportamento – fa sapere il comando - è stato molto grave perché avrebbe potuto mettere in guardia dei potenziali malviventi, sia in procinto di commettere un reato (o appena compiuto) sia per indurli a cambiare strada e quindi sottrarsi al controllo. «A titolo di esempio e per contestualizzare l’episodio, poco ore dopo, infatti, anche se in una diversa zona - sottolineano al comando provinciale dell’Arma – è stata consumata una rapina all’interno di un istituto di credito da parte di tre soggetti armati e un simile comportamento, tenuto in quel contesto, avrebbe certamente vanificato l’operato delle forze dell’ordine sulle loro tracce». «I servizi preventivi non hanno solo il compito di elevare contravvenzioni come talvolta ed erroneamente qualcuno pensa – sottolinea il colonnello Fedeli – bensì quello di svolgere un controllo del territorio con il fine di prevenire e reprimere i reati nonché di monitorare i movimenti di soggetti di interesse operativo». «L’invito - conclude il comandante – è quello di una maggiore collaborazione da parte degli utenti della strada per consentire ai carabinieri e alle altre forze di polizia di espletare nel migliore dei modi il loro servizio nell’interesse di tutta la collettività». —
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