Via ai lavori alla scogliera e al ripascimento a terra
La barriera soffolta in mare sarà risagomata con massi a sud del porto turistico Sulla spiaggia 7mila metri cubi di sabbia granulare per resistere all’erosione
SAN VINCENZO. C’è un varco nella barriera soffolta. E il nomignolo di Tinozza che quel tratto di litorale si è conquistato negli anni sembra vacillare. Dall’acqua spuntano due cumuli di massi. Nel mezzo è stato ricavato il varco che servirà al pontone per proseguire i lavori. Il progetto prevede di allargare e rimodellare la diga per eliminare gli effetti che sono valsi il nomignolo: acqua torbida, sedimenti dell’escavo dei fondali del porto che hanno colonizzato la riva e la spiaggia sommersa, rendendole a tratti impraticabili, ed erosione nella parte centrale della cella. Ma non è l’unica novità del cantiere che fa capo alla Osfe di Rossi Giuseppe Snc, ditta calabra di Ceramile (Cs) che l’ha spuntata nella gara che ha registrato la partecipazione di una sessantina di aziende. Salvo rinvii oggi dovrebbe arrivare il carico di circa 7mila metri cubi si sabbia di cava di granulometria più grande di quella in loco, che dovrebbero garantire una maggiore resistenza all’azione erosiva. A terra sono già iniziati i lavori con una ruspa.
I lavori sono ripresi l’11 settembre. A ridosso della scogliera di sopraflutto del porto turistico si è predisposta la pista per il carico dei massi che servono a risagomare la barriera soffolta in corrispondenza della cella a sud del porto. Ed è stato il segno che il cantiere ha ripreso a marciare dopo lo stop dei primi di luglio. Il pontone con la gru aveva attraccato a San Vincenzo il 27 giugno. Ma i primi di luglio il mezzo è sparito dall’orizzonte dei bagnanti che frequentano le spiagge tra il Nettuno e il Mediterraneo, con una scia di proteste per i tempi infelici del cantiere a fronte di lavori che in teoria sono iniziati dal 18 gennaio 2018. Adesso si procede a pieno ritmo, condizioni del mare permettendo. Non ci sono margini per ulteriori rinvii. Il termine fissato dalla Regione Toscana, che ha finanziato l’intervento, è il 31 dicembre.
La stima dei tecnici è di circa 25 giorni di lavoro per terminare la parte a mare. La barriera soffolta esistente viene allargata e rimodellata. In particolare, la rimessa in sagoma dell’attuale scogliera sommersa prevede il suo allargamento fino a raggiungere la larghezza di 30 metri alla sommità immersa alla profondità di 1 metro, con il tratto iniziale a nord per circa 30 metri a quota 1,50 metri per favorire un ricircolo dell’acqua. In questi giorni si sta lavorando per realizzare le condizioni di pescaggio per consentire al pontone di operare quando è a pieno carico.
Si tratta del primo lotto dei lavori del progetto messo a punto dall’ingegnere Maurizio Verzoni dello studio Prima ingegneria di Livorno, che si propone di rimediare ai problemi nel tratto del litorale a sud del porto turistico. L’intervento è stato appaltato con una base di gara di 876.894,02 euro al netto dell’Iva. —
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