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Rimateria, nulla di fatto Decisione ancora rinviata
La riunione della Conferenza dei servizi è durata per tutto il pomeriggio La scelta definitiva sull’ampliamento della discarica è attesa per lunedì prossimo
PIOMBINO. Nulla di fatto su Rimateria: l’attesa decisione sulla concessione o meno della Via (Valutazione di impatto ambientale), necessaria al piano industriale che prevede l’ampliamento della discarica, è stata ancora una volta rinviata dalla Conferenza dei servizi. La decisione a questo punto potrebbe essere annunciata lunedì prossimo.
La riunione è durata tutto il pomeriggio, e ancora a tarda sera i componenti dell’organismo che deve valutare la questione, erano riuniti nella sede della Regione in piazza dell’Unità italiana, a Firenze.
Grande la delusione di tutte le parti in causa, che invano hanno atteso la decisione, annunciata per oggi al termine della riunione dello scorso 22 ottobre.
Sul tavolo il progetto presentato da Rimaterianel maggio dell’anno scorso, che prevede la realizzazione a Ischia di Crociano dell’attività di trattamento e riciclo delle scorie sull’area denominata Li53, un’area di 15,6 ettari in cui si trovano cumuli di scorie e polveri di altoforno per circa 183mila metri cubi.
Inoltre, la chiusura della discarica Lucchini tramite la riprofilatura, attraverso la sopraelevazione, con la discarica Rimateria (ex Asiu). E infine una nuova discarica sull’area LI53, per un volume complessivo di 2,5 milioni di metri cubi.
Nell’area dunque insistono quattro discariche che complessivamente coprono una superficie di 58 ettari. Nel dettaglio si tratta della discarica ex Asiu, nel frattempo arrivata a fine vita.
La seconda è la vecchia discarica Lucchini, ormai esaurita, poi c’è la discarica comunemente chiamata ex Lucchini, di cui è rimasta una parte ancora da esaurire. Infine sulla zona insiste la LI53, totalmente abusiva e su cui il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza approvando nel 2017 il progetto presentato da Rimateria.
Due sono gli aspetti fondamentali secondo i sostenitori del progetto: l’esigenza di mettere in sicurezza le discariche presenti e assicurarne la gestione post mortem. Il tutto realizzato in autonomia finanziaria, grazie alla disponibilità dei nuovi volumi per il conferimento di rifiuti speciali.
Le ragioni di chi vuol fermare il progetto stanno sul piano dell’incompatibilità ambientale di un impianto che insiste al confine col quartiere Colmata, che da più di un anno protesta per il cattivo odore, e che il Comune ha recentemente dichiarato centro abitato. —
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