Il Tirreno

LA DISCARICA DI ISCHIA DI CROCIANO 

«Se ci sarà lo stop a Rimateria non pagheremo i danni»

Manolo Morandini
«Se ci sarà lo stop a Rimateria non pagheremo i danni»

Ticciati e Bandini, sindaci di Campiglia e San Vincenzo avvertono la Regione sui possibili rischi dell’avvio di azioni risarcitorie da parte dei soci privati 

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Pronti alle vie legali per mettere al riparo i propri enti da eventuali richieste danni. È quanto sostengono i sindaci di Campiglia Alberta Ticciati e San Vincenzo Alessandro Bandini con una nota a firma congiunta inviata al settore Via della Regione il 21 ottobre «a seguito delle reiterate prese di posizione del sindaco del Comune di Piombino». Scrivono in Regione ma si rivolgono a Ferrari.

Le distanze politiche tra i Comuni della Val di Cornia si misurano a Firenze. Divisi dalla piazza, dove in 200 sono arrivati il 22 ottobre per dire no al progetto Rimateria nel giorno della decisione della conferenza dei servizi sulla valutazione di impatto ambientale. Separati al tavolo della commissione. Da una parte i sindaci di Piombino, Francesco Ferrari, e di Suvereto, Jessica Pasquini, per il no al progetto. Dall’altra Ticciati e Bandini, con la loro nota scavano un solco. Sottolineano di non voler prendere a prescindere una posizione sul progetto e di rimettere la «decisione finale all’esito delle valutazioni tecniche degli enti chiamati a esprimersi in ordine alla fattibilità degli interventi nel pieno rispetto della tutela della salute pubblica e delle matrici ambientali».

Sulla discarica LI53, la cui bonifica è parte del progetto Rimateria, «è stato emesso un decreto del ministero dell’Ambiente di una messa in sicurezza permanente dell’area e ci si domanda come una amministrazione locale possa chiedere di interrompere ogni procedimento e non ottemperare a delle prescrizioni impartite dal Ministero venendo così a perpetrare a tempo indeterminato uno stato di degrado e pericolo ambientale, oltre ad aprire uno scenario di inadempimento e di intervento in danno». E auspicano una «rapida realizzazione degli interventi di messa in sicurezza permanente tesi a eliminare i rischi correlati all’ambiente e alla salute pubblica di un’area già fortemente degradata».

Sul progetto definitivo della nuova discarica sull’area LI53 ricordano che «le autorizzazioni di bonifica, sia le autorizzazioni per impianto rifiuti che le Aia autorizzano sia la costruzione che l’esercizio degli impianti e costituiscono variante urbanistica della pianificazione locale. Pertanto, qualora l’ente competente giunga a un esito positivo della relativa istruttoria, a nulla servono le recenti delibere emanate dall’amministrazione comunale di Piombino in ordine all’avvio del procedimento della variante urbanistica delle aree in argomento». Inoltre, ricordano che nel 2017 tutte le amministrazioni sono state d’accordo nell’inserire la nuova discarica sull’area LI53 nel piano industriale Rimateria «in base al quale sono state fatte gare pubbliche per la vendita a privati delle quote societarie. Un radicale cambiamento di indirizzo, oltre a dover essere ratificato in seno ai competenti organi societari, potrebbe comportare un’azione di rivalsa da parte dei soci privati con conseguenti richieste risarcitorie delle quali le amministrazioni di San Vincenzo e Campiglia Marittima, sin d’ora, dichiarano la loro estraneità rimettendo ad altra amministrazione l’onere risarcitorio, riservandosi inoltre la facoltà di adire le vie legali per eventuali danni arrecati direttamente o indirettamente alle amministrazioni stesse in base alle proprie quote societarie». —

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