Italia
Progetto Rimateria l’ultima decisione I sindaci a Firenze ma su fronti opposti
Le distanze rimarcate nell’assemblea di Asiu in liquidazione per l’approvazione del bilancio 2018: passivo a 2,2 milioni
Due certezze. Il bilancio 2018 di Asiu Spa, società in liquidazione, chiude con un passivo di 2,2 milioni di euro. L’approvazione dei documenti contabili è avvenuta nell’assemblea del 18 ottobre, convocata dal liquidatore Barbara Del Seppia. Il passaggio tecnico diventa l’occasione per marcare le distanze politiche. Tre i sì, quelli dei sindaci di Campiglia Marittima, San Vincenzo e Sassetta. E due astensioni, dai colleghi di Piombino e Suvereto. L’altro punto fermo è che martedì 22 a Firenze non ci saranno solo il primo cittadino Francesco Ferrari e la collega di Suvereto Jessica Pasquini alla conferenza dei servizi in cui è atteso il parere conclusivo dell’ufficio regionale Via sul progetto Rimateria. Andranno anche Alessandro Bandini (San Vincenzo) e Alberta Ticciati (Campiglia).
La convocazione dell’assemblea, già sollecitata a settembre in occasione della nomina di Francesco Pellati a presidente di Rimateria, è arrivata su richiesta di Ticciati, Bandini e dei colleghi Sandra Scarpellini (Castagneto) e Alessandro Scalzini (Sassetta) che invocano chiarezza di indirizzi. In pratica, Ferrari ha sia il cappello da primo cittadino che da socio di maggioranza Asiu. Non avendo mai fatto mistero della volontà di fermare il progetto di raddoppio dei volumi della discarica a Ischia di Crociano è finito in contrasto con il piano industriale di Rimateria. «Contro la trasformazione da discarica abusiva a discarica controllata dell’area denominata LI53 – affermano Ticciati e Bandini –, modificando sostanzialmente l’attuale piano industriale sulla base del quale si sono tenute due gare pubbliche di vendita delle azioni a privati».
Fra i punti dell’assemblea c’era la “Proposta di modifica al piano industriale di Rimateria”. Ma non è stata avanzata dal Comune di Piombino. A determinare l’orizzonte sarà il parere del 22 ottobre. «Nel corso dell’assemblea Ferrari ha giustamente più volte sottolineato che la conferenza dei servizi è un organo meramente tecnico, deputato quindi a esprimere un parere che non ha niente di politico – sostengono Ticciati e Bandini –. Ci si chiede, quindi, il motivo per cui organizza due pullman e sollecita la folla per creare pressione sui tecnici della Regione se non quella di portare avanti una campagna elettorale che non ha mai fine, tutta mirata alla pancia degli elettori». E annunciano che saranno a Firenze «non certo per esercitare alcun tipo di pressione mediatica bensì per testimoniare l’importanza del coinvolgimento di tutta la Val di Cornia in un processo così importante e delicato come la messa in sicurezza della LI53».
I due sindaci con il collega Scalzini hanno evidenziato in assemblea «le responsabilità civili e penali, degli enti e delle persone, insite in una scelta unilaterale di modifica del piano industriale vigente, soprattutto in ragione di un decreto del Ministero dell’Ambiente, risalente al maggio 2014, che obbliga Rimateria a effettuare la messa in sicurezza permanente dell’area in questione nonché la rimozione dei cumuli sovrastanti».
Il peso del presente sulle poste di bilancio chiuse al 31 dicembre dello scorso anno ha determinato l’astensione di Ferrari e Pasquini. «Abbiamo ritenuto di astenerci dalla votazione in quanto conteneva elementi che rendevano impossibile fare una valutazione univoca; infatti nel documento erano calcolati con relative poste contabili, quasi dandoli per scontati, i soldi che i soci privati dovrebbero versare ad Asiu in caso di autorizzazione al raddoppio dei volumi: crediti e immobilizzazioni finanziarie potrebbero non avere il solito valore tra 10 giorni». Allo stesso orizzonte Ferrari e Pasquini legano la questione del piano industriale: «Non ha senso apportare modifiche adesso che siamo così vicini alla decisione che rimescolerà le carte per la società».
A proposito della data fiorentina Ferrari sottolinea che parteciperà al tavolo «solo in quanto sindaco di Piombino, città su cui insistono gli impianti di discarica, non come socio di maggioranza di Asiu. L’unico mandato che sono tenuto a portare è quello che mi hanno dato i miei concittadini quando sono stato eletto. Inoltre, si tratta di una riunione in cui saranno presi in considerazione gli aspetti tecnici della vicenda. La mia posizione politica contraria al raddoppio dei volumi di discarica a quel tavolo non ha valore. Andrò a Firenze accompagnato dai dirigenti del Comune e dall’avvocato Traina e con in tasca le relazioni tecniche e i pareri degli enti coinvolti: saranno solamente i fatti a parlare». —
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