Il Tirreno

clima politico avvelenato  

Ugo Preziosi bersaglio di un’azione intimidatoria

Cristiano Lozito
Ugo Preziosi bersaglio di un’azione intimidatoria

L’ambientalista si era dimesso giorni fa dal direttivo del Comitato salute pubblica. L’auto imbrattata con la vernice, poi un foglio pieno di offese sul parabrezza 

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PIOMBINO. La portiera della Panda macchiata con dei ghirigori di vernice nera, sul parabrezza fermato dai tergicristalli un foglio con una scritta realizzata ritagliando le lettere dai giornali: «Levati dai coglioni, comunista di merda».

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Il bersaglio è Ugo Preziosi, che ha trovato così la sua auto ieri mattina quando è uscito dalla propria abitazione in via Landi e poco dopo ha presentato una denuncia ai carabinieri della compagnia di via Giordano Bruno.

Preziosi, pensionato, ex sindacalista, da un anno a questa parte è diventato tra i personaggi più noti del fronte ambientalista che si oppone all’ampliamento della discarica di Rimateria.

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Nei giorni scorsi si è dimesso con altri colleghi dal direttivo del Comitato salute pubblica, in polemica con alcune scelte prese dall’assemblea in preparazione alla manifestazione del 22 ottobre a Firenze, davanti agli uffici della Regione che deve dire l’ultima parola sul progetto di ampliamento della discarica Rimateria.

Le sue dimissioni a loro volta hanno suscitato altre polemiche, coinvolgendo chi in un modo o nell’altro lo ha preso a simbolo della protesta sulla questione ambientale.

Preziosi ha sempre rivendicato la sua fede comunista, e sui temi ambientali mai così al centro della politica cittadina come in questo periodo ha assunto posizioni molto decise. Ma si tratta di una persona generalmente molto rispettata perché ama il confronto e anche perché mai, pur esprimendo in modo acceso la sua passione politica, ha sconfinato nell’uso di parole d’odio o comunque offensive nei confronti di chi non la pensa come lui.

L’atto intimidatorio pare comunque in modo chiaro il frutto del clima avvelenato che negli ultimi mesi fa da sfondo a qualsiasi confronto politico.  I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo minuzioso, che ha dato il via a un’indagine fondata su due ipotesi di reato, minacce e danneggiamenti. Massima riservatezza da parte dell’Arma, che pur evitando allarmismi non minimizza l’episodio. Già nelle prossime ore verranno sentite persone che per i loro contatti con Preziosi possono portare elementi utili all’indagine.

«In questo periodo ho partecipato a tante discussioni – spiega Preziosi al Tirreno– ma non ho mai ricevuto minacce e non ho questioni personali con nessuno. Ammetto, sono un po’ scosso dall’accaduto, forse è ora che un po’ tutti si diano una calmata». —


 

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