Il Tirreno

PARODI E LE INFRASTRUTTURE 

«Ora sulla viabilità del territorio occorre avviare un serio confronto»

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PIOMBINO. Mentre è scattato il periodo di 60 giorni per le osservazioni sugli espropri necessari al prolungamento della 398, sul tema delle infrastrutture, e in particolare della Tirrenica, interviene il vicesindaco Giuliano Parodi, che nel 2009 fu fondatore del comitato NoSat.

«Era il 27 giugno 2011 quando fu inaugurato il casello di Rosignano che ha “privatizzato” un piccolo tratto della Variante Aurelia istituendo, senza benefici per i cittadini, una gabella per chi transita sulla superstrada pubblica e pagata dai cittadini – commenta Parodi - Il lotto Rosignano-San Pietro in Palazzi fu approvato in fretta e furia mentre resistevano le tante difficoltà a ottenere un via libera per il tratto che veramente necessitava di un intervento, quello a sud di Grosseto e mentre scomparivano quasi tutte le opere complementari all’autostrada che doveva costruire Sat. Per tenere a bada le proteste, ai residenti della Bassa Val di Cecina fu concessa l’esenzione provvisoria purché si dotassero di Telepass (il cui canone di noleggio è a loro carico) lasciando l’onere di pagare la gabella da subito ai livornesi e a chi risiede in Val di Cornia».

Parodi ricorda che «il progetto autostradale si è interrotto per motivi economici legati agli appalti dei lavori (stoppati dalla Corte Europea) e alle previsioni di redditività e il piano economico e finanziario, mai reso pubblico, non garantiva a Sat il rientro dall’investimento e che l’Europa non ha mai affermato fosse necessaria una autostrada a pagamento».

Il vicesindaco polemizza poi sul fatto che «a oggi non sono stati diffusi i dati dei passaggi al casello, quanti mezzi transitano in esenzione e sono quindi riferibili con sicurezza ai residenti? Quanto “rende” il casello rispetto alle previsioni? Dati fondamentali per capire la realtà del traffico di oggi e le possibili proposte».

«A tutti i sindaci che ora hanno preso consapevolezza che la Tirrenica com’era stata pensata gravava solo sulle tasche dei cittadini – prosegue Parodi - rivolgo un invito ad aprire un dibattito serio e concreto sul futuro della viabilità del nostro territorio con l’obiettivo di togliersi dal collo, una volta per tutte, il cappio di decisioni prese lontano dal territorio e nell’interesse di altri. Per il tratto a sud di Grosseto c’è da chiedersi dove erano questi politici tutte le volte che i comitati sfilavano sull’Aurelia chiedendo l’adeguamento e la messa in sicurezza secondo il progetto Anas del 2000. Fossero stati a fianco dei cittadini fin da subito, forse oggi avremmo un corridoio sicuro, moderno e gratuito. Preso atto della situazione posso dire meglio tardi che mai visto che per il tratto a sud di Grosseto c’è ancora modo per lo Stato di intervenire nell’interesse dei cittadini».



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