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Terminate le operazione di rimozione degli ordigni
Le sei bombe inesplose vicine alla spiaggia della Pianotta sono state fatte brillare. Erano state recuperate dai sommozzatori specializzati della Marina di La Spezia
PORTO AZZURRO. Sono terminate nella mattinata dell’11 ottobre le operazioni di bonifica e brillamento dei sei ordigni bellici ritrovati nelle acque di fronte alla Pianotta , la spiaggia nel paese di porto Azzurro.
Si tratta di proiettili di artiglieria risalenti alla seconda guerra mondiale che sono stati individuati nei giorni scorsi, anche grazie alla segnalazione di subacquei locali. Si trovavano a circa 50 metri dalla riva della spiaggia, adagiati su un fondale melmoso di circa 15 metri.
Per garantire la sicurezza, la Prefettura di Livorno aveva emesso un’ordinanza specifica coinvolgendo la Capitaneria di Porto di Portoferraio e il comune di Porto Azzurro perché predisponessero un adeguato servizio di tutela per la pubblica incolumità. Considerata la delicatezza dell’intervento, ad effettuare le operazioni, che sono iniziate il 10 ottobre, è stata una squadra specializzata dei Nuclei sminamento difesa antimezzi insidiosi ( Sdai), della Marina Militare italiana, arrivata da La Spezia.
Per prima cosa i sub hanno esaminato la zona dove sono stati ritrovati gli ordigni per individuare il metodo più sicuro per la rimozione. Gli ordigni sono stati fatti brillare in un punto al largo della costa al centro di un cerchio di mare con raggio di 500 metri, interdetto a qualsiasi attività. La Capitaneria di Porto di Portoferraio con la motovedetta e l’ufficio locale marittimo di Porto Azzurro, con il battello GC 310 hanno fornito il supporto e l’assistenza necessari perché i palombari al lavoro potessero compiere le operazioni di bonifica disposte dal Prefetto di Livorno. «Tutte le operazioni - informa la Guardia Costiera - si sono svolte nell’ambito di un’efficiente cornice di sicurezza della navigazione, assicurata da unità navali e personale della Guardia Costiera sulla base dell’apposita ordinanza emessa dalla stessa Capitaneria di Porto».
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