Il Tirreno

pd circolo campiglia 

«La risposta non può essere la chiusura delle attività»

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campiglia. «Il piano cave recentemente adottato dal consiglio regionale, individua nel comprensorio Campigliese uno dei più importanti comprensori estrattivi della Toscana, sia come dimensioni che per qualità dei materiali presenti». Parte da questa premessa il Circolo Pd di Campiglia Marittima che per voce del segretario Giovanni Piazza interviene nel dibattito che si è aperto sulle previsioni del Piano regionale cave, che tra l’altro oggi sarà uno dei temi all’ordine del giorno del consiglio comunale di Campiglia.

«Nei tre comuni di Campiglia, San Vincenzo e Suvereto sono presenti tutte tre le tipologie di calcare per usi da costruzione, ornamentali e industriale – afferma Piazza –. Mentre per le prime due tipologie ci sono altri siti presenti nella regione, il micro cristallino per uso industriale si trova solo nelle cave di Campiglia e San Vincenzo. Viene usato per esempio nella chimica, siderurgia, vetro, alimentare, depuratori. Questo tipo di materiale c’è solo qui e in nessun altra parte della Toscana. In Italia è presente soltanto in tre regioni, Toscana, Lombardia e Puglia. Per questo motivo i volumi da estrarre previsti sono significativi e sono stati individuati secondo un’analisi dei fabbisogni del microcristallino di cui necessita una parte importante e strategica dell’industria toscana. Lo stesso metodo di analisi è stato seguito per la valutazione delle necessità di calcare da costruzioni valutando le proiezioni di opere civili, infrastrutturali e portuali per i prossimi vent’anni».

Il circolo Pd di Campiglia ricorda che «lo scorso anno il consiglio comunale di Campiglia approvò per le cave di Monte Calvi un progetto di escavazione fino al 2028. Oggi la politica e le amministrazioni pubbliche e gli stessi privati che operano nel settore, compreso il sistema industriale toscano, che si rifornisce nel nostro territorio, devono dotarsi, così come ha fatto la Regione Toscana con il piano cave adottato, di una strategia di più lungo periodo per evitare contraccolpi dannosi per l’economia e il lavoro nel nostro territorio». Il Pd di Campiglia ritiene che la risposta «non possa essere quella della chiusura di queste attività, magari compensando la perdita di centinaia di posti di lavoro con generici impegni a riconvertire i lavoratori in fantomatiche alternative in un territorio dove già mancano migliaia di posti di lavoro. Queste proposte le abbiamo già sentite in passato e si sono rivelate campate in aria se non offensive verso la dignità dei lavoratori stessi». E conclude: «Occorre, anche con l’aiuto della Regione, elaborare una strategia che, coinvolgendo organizzazioni sindacali, imprese e associazioni, consenta di continuare una delle attività principali del nostro comune, superando le criticità presenti, attenuando le poche interferenze con il Parco archeominerario, incrementandone l’offerta culturale e turistica ricercando le giuste compensazioni, favorendo localizzazioni meno impattanti e nuovi progetti tecnologici». —

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