Casa del Padre celeste Lavori al secondo lotto a 16 anni dalla 1ª pietra
SAN VINCENZO. Quella appena conclusa è stata una settimana di grande fermento per il progetto della Casa del Padre celeste, la cui costruzione va avanti, fra pause e riprese, ormai da sedici anni. Il 3 ottobre infatti, proprio mentre venivano ripresi i lavori per il secondo stralcio della struttura, il Comune di San Vincenzo approvava ufficialmente la costruzione del terzo. Nuovi lotti che ospiteranno camere da tre o quattro posti l’una, una sala riunioni, un auditorium e una piccola chiesa esterna. Il tutto sarà a disposizione dell’Associazione che un giorno prenderà in gestione la Casa, per offrire ospitalità e assistenza temporanea a chi ne avranno necessità.
Dalla posa della prima pietra, il 7 settembre 2003, il progetto continua a essere portato avanti, nonostante i lunghi tempi della burocrazia, grazie all’impegno dei soci e alle sole offerte – anche attraverso il 5 per mille – di sostenitori e fondazioni appassionatisi alla causa fin dalla sua ideazione, per merito della parola trasmessa da Maria Coddretto Ferri. Ed è proprio con una frase di Maria, iniziatrice dell’opera insieme a don Angelo Pizzamiglio, che il presidente dell’Associazione Edoardo Santini descrive la filosofia del progetto: ogni offerta, anche la più piccola è un «mattoncino rosso, fondamentale per andare avanti», necessario per completare l’impresa così come era stata sognata.
Nonostante l’opera sia ancora in piena fase di costruzione, nel periodo trascorso tra la fine dei lavori per il primo stralcio e l’inizio di quelli per il secondo, la Casa ha già iniziato a svolgere il suo compito di accoglienza e assistenza, ospitando circa 160 persone in tre anni, per un totale di 68 periodi di ospitalità e 1.432 giorni di accoglienza, dati aggiornati a fine 2018. Il blocco già attivo è, infatti, composto da un ampio salone e una cucina al piano terra e 12 camere singole con bagno privato e speciali attrezzature per portatori di handicap al piano superiore, raggiungibili anche con un ascensore montalettighe. All’esterno, la grande croce visibile dalla variante Aurelia e la statua del Padre celeste, simbolo dell’Associazione, diventano punti di raccolta e preghiera, per chi ne sentisse il bisogno.
Per questioni di sicurezza, l’attività di accoglienza e assistenza temporanea dovranno fermarsi durante la costruzione del secondo lotto ma, come ci assicura il presidente Santini, potrà riprendere al meglio non appena i lavori saranno conclusi. — I.D.B.
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