Il presidio
«Stop alle polemiche Il Forte St. Cloud non è interessato dai lavori in corso»
L’amministrazione comunale replica a Italia Nostra «Nessuna traccia archeologica, l’area sarà riqualificata»
PORTOFERRAIO. «Il Forte St. Cloud non è in alcun modo interessato dagli attuali interventi edilizi». È quanto sostiene il Comune di Portoferraio, che interviene in seguito alle polemiche sui lavori in corso a poche decine di metri dalle banchine del porto. È stata Italia Nostra, per prima, a spiegare come i lavori, prosecuzione del maxi intervento per la realizzazione del centro commerciale, avrebbero assestato un colpo definitivo alla memoria storica della città.
«Si teme per la distruzione del Forte – spiega l’amministrazione comunale – delle tracce archeologiche di antichi insediamenti e di stravolgimenti dell'area oggetto dell'intervento. Ma per comprendere cosa stia realmente accadendo è necessario fare un salto indietro di pochi secoli. L’area che oggi è al centro della discussione sorgeva nelle immediate vicinanze, ma all'esterno, del Forte Saint Cloud, costruito i primi anni del 1800 per rafforzare il sistema difensivo di Portoferraio. Si tratta senza dubbio di una delle tracce più significative del governo francese sull'isola. Il Forte tuttavia non è in alcun modo interessato dagli attuali interventi. Del Forte, distrutto in gran parte nel corso del Novecento, restano oggi brevi tratti di mura in pessimo stato di conservazione a causa, non dei lavori in corso, ma dell'abbandono e delle prepotenti radici dei pini che spingono verso la distruzione delle strutture superstiti».
Dall'800 a oggi, l'area ha vissuto un periodo a dir poco intenso che ha completamente stravolto e mutato in maniera irreversibile il paesaggio. «Dopo il periodo napoleonico, infatti, l'area fu attrezzata a saline, con zone di produzione e magazzini per lo stoccaggio del sale – raccontano dall’amministrazione – Nel 1900 tutto il complesso demaniale delle ex saline, con i magazzini del sale e il Forte Saint Cloud fu messo all'asta e nel 1901 prese avvio la costruzione dell'insediamento siderurgico. Nel 1909 l'area degli Alti Forni di Portoferraio occupava 245.000 mq, compreso il Forte in parte abbattuto per far posto al grande pontile di caricamento. L'insediamento fu bombardato durante. L'altoforno cessò l'attività nel 1948. La centrale elettrica proseguì la sua attività almeno per un altro ventennio, poi fu abbandonata. L'area dell'antico Lazzeretto, del Forte Saint Cloud, delle saline, degli altiforni, dei bombardamenti fu completamente dimenticata».
In memoria di questi luoghi sorse, ricorda il Comune, una discarica spontanea, fatta di rifiuti a cielo aperto o nascosti nelle gallerie che corrono sotto la collina dietro la centrale.
«L'area in questione, che era privata, è stata ceduta al Comune nell'ambito della convenzione relativa alla ristrutturazione della centrale ex Enel e l'intervento attualmente in corso ha permesso di bonificare la collina che confina con il Forte Saint Cloud, rimuoverne i rifiuti e restituirla alla fruizione pubblica. Si tratta di un'area di circa 3.500 mq, che saranno messi in sicurezza con muri di contenimento. I movimenti terra sono stati seguiti da un'archeologa professionista. L'intervento sulla collina ha permesso di indagare l'area, di fare trincee e approfondimenti volti proprio a verificare la presenza di tracce di frequentazione antica. Tuttavia non è stata registrata la presenza di alcun manufatto o di stratigrafia riferibile a oltre poche decine di anni fa. Nessuna traccia dell'antica Porto Argo, di Ercole o degli Argonauti. Il recupero e la restituzione alla fruizione pubblica di quest'area potrebbe essere l'occasione per generare una ricaduta concreta sulla comunità attraverso la valorizzazione della memoria di questi luoghi che caratterizzano l'identità e la storia di Portoferraio e dei suoi cittadini, esattamente quello che viene richiesto negli interventi polemici e fuori luogo di questi giorni». —
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