Rimateria, diffida dalla Regione «Discarica fuori dalle regole»
Quindici giorni per rimediare. L’azienda: «Tutte le attività indicate sono in corso» Sul fronte societario la settimana si apre con i passaggi per la nomina di Pellati
“Il gestore mantiene attiva, in maniera ingiustificata, un’area di conferimento nel settore A, avendo attivato i conferimenti nei settori B e C”. Lo rilevano i tecnici Arpat nei sopralluoghi dell’8 e 23 agosto nella discarica di Ischia di Crociano. E lo evidenziano nel rapporto di ispezione ambientale preliminare alla base della diffida notificata dalla Direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana a Rimateria Spa a cui si dà un termine di quindici giorni per mettere in atto una serie di interventi. Per orientarsi, il settore A è quello della vecchia discarica ex Asiu, mentre il B e il C sono nel cosiddetto cono rovescio, la cui coltivazione è stata autorizzata il 9 agosto. E c’è dell’altro nel decreto dirigenziale numero 15306 del 19 settembre 2019 della Regione. Si citano altri stralci del rapporto di ispezione. “Il fronte di scarico del settore A della discarica risultava coperto in maniera sommaria, con parte dei rifiuti a vista, mentre l’intera sponda sud, prospiciente i settori B e C non risultava dotata di copertura temporanea”.
Insomma, Arpat mette gli occhi nella discarica e rileva più di una pecca al punto che la Regione fissa il termine di 15 giorni “senza ulteriori e immotivati ritardi”, si legge nella diffida per dare corpo a una serie di azioni ritenute necessarie a “eliminare le inosservanze rilevate”.
L’ordine è di concludere i lavori di livellamento della parte sommitale del settore A e cessare qualsiasi conferimento dei rifiuti. E questo perché Rimateria deve utilizzare i volumi del cono rovescio per il conferimento dei rifiuti provenienti dalla trivellazione dei pozzi di aspirazione del biogas. Inoltre, l’azienda deve realizzare la copertura giornaliera e temporanea delle superfici del settore A, in attesa della successiva realizzazione delle coperture definitive. E deve installare le centraline per l’effettuazione del monitoraggio della qualità dell’aria relativamente ai gas metano e acido solfidrico procedendo “nei tempi tecnici necessari alla messa a regime, ad attuare detto monitoraggio conformemente alle modalità definite da Arpat”. Rimateria deve anche adeguare la procedura relativa alla manutenzione periodica di valvole, pompe, compressori e flange “finalizzata alla individuazione e riparazione delle perdite, al nuovo assetto della rete di captazione, una volta realizzati i nuovi pozzi sul modulo A e in conseguenza della nuova attività di coltivazione dei moduli B e C”.
In merito alla diffida della Regione Toscana Rimateria comunica che «i ritardi nell’adempimento alle prescrizioni sono dovuti sostanzialmente al blocco delle attività che questa estate ha riguardato la società in relazione alla vicenda del rinnovo della fideiussione». E ricorda che «ha potuto riprendere il lavoro soltanto nella settimana a ridosso di Ferragosto quando, come è comprensibile, le imprese incaricate degli appalti sono in ferie». Dal quartier generale dell’azienda di sottolinea che «attualmente tutte le attività relative alle questioni indicate dalla Regione sono in corso». E ricorda che «la trivellazione dei pozzi che, man mano che procede, permette di ripristinare il piano di cappello della discarica e, quindi, le varie coperture». Per quanto riguarda le due centraline di monitoraggio, «gli organi di controllo hanno già ricevuto il protocollo tecnico concordato in questi mesi. Insieme ai soggetti pubblici, è stato stabilito di piazzare le stazioni di rilevamento in zone esterne alla proprietà di Rimateria e sono in corso le procedure per avere la disponibilità e le autorizzazioni di tali spazi, con tempi e modalità che non dipendono dall’azienda».
Sul fronte societario il 23 settembre è convocata l’assemblea dei soci Asiu, che è quella che proporrà il nominativo al Cda di Rimateria, che si riunirà il giorno successivo, del presidente in pectore Francesco Pellati. —
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