Il presidio
Alimentari Ridi chiude per sempre Dopo 57 anni la meritata pensione
Il titolare: «All’inizio non sarà facile adattarsi ai nuovi ritmi» Il 22 settembre sarà l’ultimo giorno di apertura al pubblico
san vincenzo. Un tempo, dove adesso si trovano un esteso porto e un parcheggio per le auto, non c’era praticamente niente: solo la spiaggia e, dal lato opposto, il tracciato della ferrovia che faceva capolino oltre la strada. Carlo Ridi e sua moglie Iva Cheli da 57 anni gestiscono il negozio di alimentari che ora è in corso Vittorio Emanuele II, al civico 137. Hanno visto San Vincenzo crescere. Lo hanno osservato mentre cambiava volto. I due coniugi amano il lavoro che svolgono, per loro è una passione che dura da «più di 11 lustri – racconta Ridi – Adesso, però, abbiamo deciso di chiudere».
Il 22 settembre sarà il giorno della chiusura. «Se il fondo fosse nostro potremmo anche continuare, ma dovendo sostenere il costo dell’affitto e avendo da far fronte a tutte le altre spese non riusciamo più ad andare avanti – prosegue Ridi –. Oggi purtroppo non è più come una volta: tutti comprano nei supermercati e per noi lavorare è diventato difficile». Per questo, come è possibile leggere sul cartello affisso all’interno del negozio, «Carlo e Iva annunciano che la sera del 22 settembre 2019 cesseranno la loro attività dopo mille buongiorno, buonasera e arrivederci. Un grazie a tutti».
La storia del noto alimentari sanvincenzino inizia nel 1962, quando la madre di Carlo Ridi lasciò il lavoro alla Coop, che allora si chiamava La Proletaria, per aprire un negozietto alla Conchiglia. «Nel 1990 ci spostammo in corso Vittorio, prendemmo in affitto il fondo che era stato del macellaio Becherini e da allora non ci siamo più spostati – afferma Ridi – Con il tempo tutto è cambiato. Dietro al negozio prima c’era un’ampia spiaggia mentre di fronte si vedevano solo i binari». Ma gli anni hanno reso differente anche il modo di fare commercio.
«Noi abbiamo cercato di mantenere la tradizione, ad esempio con i prezzi scritti a mano, e di portare avanti un rapporto di cordialità con i clienti, molti dei quali sono diventati amici, ma non riusciamo proprio a tenere il passo dei supermercati. Nei centri commerciali spesso si perde il contatto umano, cosa che non accade nei piccoli negozi a conduzione familiare, ma è impossibile far loro concorrenza sui prezzi». E così, dopo 57 anni, il market di corso Vittorio Emanuele II chiude i battenti definitivamente. Per il paese significa perdere una delle sue ultime attività storiche, mentre per i gestori vuol dire cambiare vita.
«Tutto sarà diverso – dice Ridi –. Credo che all’inizio non sarà facile adattarsi ai nuovi ritmi perché siamo abituati a stare tutto il giorno a contatto con le persone, salutandole e parlando con loro. Non ricordo nemmeno quando è stata l’ultima volta che ho preso un giorno di ferie: per me quest’attività è una grande passione, oltre che un lavoro. Però adesso è arrivato il momento di smettere». —
Claudia Guarino
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