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Caroline rivuole la bici, la sua arma segreta per combattere la malattia

Caroline rivuole la bici, la sua arma segreta per combattere la malattia

Qualcuno ha rubato il mezzo alla trentaduenne francese affetta da sclerosi multipla che da tempo vive a bordo  di una barca in darsena medicea

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PORTOFERRAIO.Ladri di biciclette in azione in darsena medicea. Ma la bicicletta rubata non è come tutte le altre. È una bici speciale, con il cambio sia sulla ruota davanti con tre marce, sia in quella posteriore che ne contava addirittura sette. E, soprattutto, è un mezzo che serve a fare esercizio fisico a una persona malata di sclerosi multipla. «Ogni giorno per diverse ore – ha detto al Tirreno Caroline (32 anni), francese ma che ha scelto di vivere all’Elba a bordo della barca ‘L’Arcadia’ con il suo compagno – la usavo per la riabilitazione. Facendo esercizio fisico, conto di ritardare l’aggravarsi della malattia, così da rallentare il più possibile il giorno in cui non mi sarà più permesso di essere indipendente».

L’altro ieri le è stata portata via e Caroline, su Facebook, ha lanciato il messaggio, invitando chi l’avesse rubata di riportargliela. Semplicemente rivolge un invito di farle ritrovare la bici al lampione davanti alla passerella da cui si accede alla sua barca, dove generalmente la lascia e dove fino a ieri ogni mattina la ritrovava. Così intanto è partito il tam tam fra i suoi amici e conoscenti. Nel frattempo si è fatto avanti un conoscente che le ha fatto dono di un’altra bici (però non con le stesse caratteristiche dell'altra), perché non interrompa gli esercizi giornalieri. Ma Caroline cerca la sua bici. «Con questa andava da tutte le parti in città – continua – a fare la spesa presso i vari negozi e a sbrigare le faccende giornaliere». Sì perché lei, il suo compagno anch’egli di nazionalità francese, e la bambina che è stata iscritta alla primaria del comprensivo di viale Elba vivono a bordo dell’Arcadia, nel punto in cui gli ormeggiatori della Cosimo de' Medici hanno loro assegnato l’attracco.

«Da quando ha scoperto la malattia – continua – la mia vita ha avuto un’accelerazione. Ho lasciato le città e ho optato per una vita sul mare. Da dieci anni a questa parte andiamo in lungo e largo per il Mediterraneo, a scoprire nuovi posti, visitare nuovi porti. Il mio obiettivo? Una vita normale, sebbene sia difficile convivere con la sclerosi multipla. La darsena medicea di Portoferraio l’abbiamo scelta e adottata perché è a nostra misura. Ora mi auguro – conclude – che chi ha preso la mia bici, me la restituisca facendomela ritrovare. Non dirò niente». —

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