Banchine, appello all’Autorità «Corsini ci dia una risposta»
piombino. C’è il sollecito alla richiesta ufficiale di un incontro al presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Alto Tirreno Stefano Corsini fatta dai rappresentanti sindacali dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm. Sul tavolo c’è la questione aperta sulla possibilità di utilizzo delle banchine pubbliche da parte della Piombino Logistic, in attesa che siano completate le manutenzioni alle proprie gru. Una tema aperto da mesi e che ancora non ha trovato una risposta.
Il 13 settembre la Rsu di Piombino Logistics ha incontrato le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm per confrontarsi su quella che definiscono a una sola voce «la grave situazione esistente nel porto di Piombino». E proseguono: «Ad oggi la richiesta ufficiale di incontrare il presidente della Autorità di sistema portuale Alto Tirreno Stefano Corsini non ha avuto ancora alcuna risposta, cosa che riteniamo assolutamente inaccettabile». Richiesta d’incontro che tra l’altro è condivisa dalle confederazioni.
A rendere urgente un confronto per mettere a punto una soluzione è il calendario. «Siamo stati informati che dal 22 settembre il programma navi di materiale siderurgico sarà fitto, con unità sia in arrivo che in partenza, per cui sollecitiamo la convocazione entro quella data di un tavolo in cui individuare tutte le soluzioni possibili – sottolineano –, fermo restando il principio che i traffici siderurgici devono essere di pertinenza dei lavoratori della Piombino Logistics. Deve essere chiaro a tutti che, se entro tale scadenza non si terrà l’incontro, ci sentiremo liberi di intraprendere ogni iniziativa di protesta tesa a sbloccare la situazione».
Le segreterie Fim, Fiom e Uilm, e la Rsu Piombino Logistics chiedono al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al sindaco di Piombino Francesco Ferrari di «farsi personalmente promotori di questo incontro e di farsi parti attive per trovare le soluzioni auspicate dai lavoratori della maggiore impresa portuale del territorio. Sarebbe infatti drammatico, anche per il resto del progetto Jsw e a fronte degli ingenti investimenti pubblici degli anni passati, se questi traffici, a fronte della mancata risposta da parte delle istituzioni, venissero dirottati verso i porti di altre regioni». E concludono: «Non crediamo che, in un territorio come il nostro, si possa pensare di rinunciare a traffici di questa importanza, penalizzando, per mancanza di lungimiranza, tutti i lavoratori e le imprese del porto, non solo quelli della Piombino Logistics». —
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