Meteo
Una nuova arma contro il punteruolo per salvare le palme
Innovativo sistema di monitoraggio che individua le larve Il sindaco Montauti: «Si ottimizzano le possibilità di recupero»
CAMPO NELL’ELBA. Campo nell’Elba dichiara guerra al punteruolo rosso. L’amministrazione comunale ha deciso di istallare un innovativo sistema di monitoraggio per cercare di salvare le palme presenti sul territorio.
Questa soluzione premette l’identificazione precoce del punteruolo rosso (Rhyncoforus Ferrugineus), il micidiale parassita responsabile dell’emergenza fitosanitaria che ha eroso in maniera allarmante il patrimonio palmizio elbano e italiano. «L’identificazione del punteruolo mediante ispezione visiva è molto tardiva – spiega il sindaco di Campo nell’Elba, Davide Montauti – i sintomi esterni evidenti appaiono solo quando l’azione erosiva delle larve è molto avanzata, quando sono scarse le possibilità di recupero dell’esemplare, con grave rischio anche per la salubrità delle palme adiacenti».
Il nuovo sistema di monitoraggio prevede l’istallazione di sensori sviluppati da IoTree Technology Division, in grado di individuare precocemente la presenza di larve, anche con dimensioni inferiori ad 1 centimetro e di monitorare costantemente il livello di infestazione tramite una web application dedicata che, segnalando la presenza della larva, permette di agire sull’esemplare con un trattamento circoscritto. Dopo la perdita di diversi esemplari di palme, il sindaco ha dato input agli uffici comunali affinché per il futuro sia prevista una diversificazione arborea razionale, continuando però ad investire in prevenzione attraverso un monitoraggio più scientifico. «Abbiamo adottato questa tecnologia – spiega ancora il sindaco campese – per tutelare il nostro patrimonio palmizio ma anche per difendere la salute pubblica da interventi preventivi massivi che spesso investono anche gli alberi sani, causando un inquinamento diffuso senza avere nessuna certezza di salvare le piante». Il comune di Campo ha preso esempio da altre realtà, che usano questa tecnica, ad esempio Dubai dove le palme sono fonte di sostentamento per la produzione di datteri. «Grazie all’impiego di questi sensori – termina il primo cittadino – l’immediata identificazione dell’insetto nei primi stadi di vita consente azioni puntuali sugli esemplari colpiti, ottimizzando le possibilità di recupero e minimizzando l’impatto ambientale e i costi dei trattamenti fitosanitari». –
A. D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
