Italia
Un’antica ancora di granito riemerge dal mare di Seccheto
La guardia costiera ha recuperato il ceppo prodotto dalle cave di epoca romana I militari hanno portato il reperto a Piombino e lo hanno affidato alla Soprintendenza
CAMPO NELL’ELBA. Scoperta sensazionale al largo di Seccheto. Un pezzo della storia produttiva dell’isola d’Elba è riemerso dall’acqua. In seguito a una segnalazione di un cittadino la guardia costiera di Marina di Campo è venuta a conoscenza della presenza di un reperto archeologico nelle acque di fronte alla località balneare campese, a circa tre metri di profondità.
I militari dell’isola d’Elba hanno provveduto a mettere in sicurezza il manufatto in pietra e hanno informato la Soprintendenza archeologia, belle arti e del paesaggio per le provincie di Pisa e Livorno per accertare la natura del reperto recuperato.
«L’autorità marittima – spiegano dalla Capitaneria – infatti, effettua una costante attività di controllo e protezione dell’ambiente marino, compreso il prezioso patrimonio archeologico sommerso italiano che è necessario difendere».
In questo caso si tratta di un ceppo di ancora in granito proveniente dalle cave di Seccheto, nel comune di Campo nell’Elba, usate fin dall’epoca romana. I ceppi litici sono in uso già dal periodo arcaico, ma la forma del reperto ripropone quella dei ceppi di piombo di epoca romana; tuttavia, i resti di un cavo o catena in ferro e l’uso di scalpelli in ferro per la lavorazione del granito, farebbero pensare ad una realizzazione non così antica; la datazione del ceppo d’ancora sarà quindi possibile solo al termine del restauro.
Ieri l’ancora granitica recuperata nel mare di Seccheto è stata presa in consegna dai responsabili della Soprintendenza e, con l’aiuto dei mezzi della capitaneria di porto, è stata trasportata fino a Piombino per poi raggiungere la sede di Pisa, dove verrà sottoposta alle necessarie procedure di studio e conservazione a cura del “laboratorio di restauro del cantiere delle navi”.
La Capitaneria di porto di Portoferraio sottolinea «l’importanza del lavoro di equipe per il recupero, trasporto e restauro di un oggetto così pesante e allo stesso tempo delicato che sicuramente potrà fornire nuove informazioni sull’utilizzo delle cave di granito di Seccheto». —
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